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Nomine, Conte amareggiato e arrabbiato: "Il Movimento 5 Stelle non andrà più in Rai"

Dopo la notizia della nomina della Maggioni alla direzione del Tg1, Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle annuncia il boicottaggio dei canali Rai

17 Novembre 2021

Conte I, Conte II e Conte III sono la stessa persona: sicuri che cambierà qualcosa?

Giuseppe Conte (foto LaPresse)

Gli esponenti del Movimento 5 Stelle non andranno più ospiti in trasmissioni televisive Rai. Questa la decisione annunciata da Giuseppe Conte, leader del M5S, dopo la notizia di qualche ora prima sulle nomine Rai. Nei fatti le nomine decise dall'Amministratore Delegato Carlo Fuortes hanno escluso il M5S da qualsiasi ruolo di rilievo all'interno della Rai. La novità meno apprezzata è stata senza dubbio la decisione di rimuovere l'attuale direttore del Tg1 Giuseppe Carboni, inviso sia al centrodestra che al centrosinistra, in favore di Monica Maggioni.

Le dichiarazioni di Conte sulle nomine Rai

"Fuortes non libera la Rai dalla politica, ma sceglie scientemente di esautorarne una parte: la più ampia, uccidendo qualsiasi parvenza di pluralismo - ha affermato Conte - Siamo alla definitiva degenerazione del sistema. Bene. Vorrà dire che, a partire da oggi, il Movimento 5 Stelle non farà sentire la sua voce nei canali del servizio pubblico, ma altrove. E continueremo questa battaglia chiedendo il sostegno di tutti i cittadini." Niente più presenze di esponenti del Movimento in trasmissioni televisive Rai dunque. Non solo in studio, ma pure niente interviste per strada. Un boicottaggio completo. Una decisione forte che va nella medesima direzione abbracciata da Conte qualche settimana fa, quando unilateralmente aveva decretato che in Rai sarebbero potuti apparire solamente i suoi Vice.

"L'amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes poteva scegliere come affrontare le nomine. Ha scelto di sottrarsi a qualsiasi confronto nelle sedi istituzionali, ha rinviato l'incontro richiesto nei giorni scorsi dai consiglieri di amministrazione Rai e ha rinviato la convocazione già programmata davanti alla Commissione di Vigilanza Rai - ha continuato Conte - Quanto al merito delle scelte, Fuortes poteva affidarsi a vari criteri: ha scelto di continuare ad applicare la vecchia logica che prevede di tenere conto delle istanze delle varie forze politiche. Nell'applicare questo criterio ha però scelto di escludere, fra tutte le forze dell'arco parlamentare, unicamente il Movimento 5 Stelle, partito di maggioranza relativa grazie a 11 milioni di elettori. Ci chiediamo che ruolo abbia giocato il governo in tutto questo."

La nuova battaglia contro la Rai del Movimento 5 Stelle

Sembra dunque che Conte e il M5S siano pronti a rispolverare una delle battaglia storiche del Movimento. Quella contro la lottizzazione della Rai. A più riprese segnalata da Grillo come uno dei punti cardine della sua personale lotta politica, era stata velocemente abbandonata una volta che i grillini si erano insediati nei palazzi del potere. Conclude a tal proposito Conte: "A noi piace parlare ai cittadini in modo chiaro, le logiche che da tempo guidano il servizio pubblico non ci piacciono, non ci sono mai piaciute. Si chiama lottizzazione politica. Anche noi ci siamo ritrovati prigionieri di questo sistema che abbiamo denunciato molte volte, ma non abbiamo numeri sufficienti per modificarlo come abbiamo già proposto: un nostro disegno di legge è stato incardinato in Commissione in Senato, per intervenire sulla governance della Rai e liberarla finalmente dall'influenza della politica".

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