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Covid, il Pd accusa Report di diffondere informazioni no vax su vaccini e terza dose

Si difende il conduttore Sigfrido Ranucci: "Da giornalista devo essere libero di raccontare le criticità"

02 Novembre 2021

Report

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I parlamentari del Pd membri della commissione di Vigilanza Rai hanno accusato la trasmissione Report di diffondere posizioni no vax con falsità su vaccini e terza dose. Durante il servizio andato in onda lunedì 1 novembre, la trasmissione avrebbe diffuso quello che i dem hanno definito come un "lungo compendio delle più irresponsabili tesi no vax". Richiesto il chiarimento ufficiale dalla Rai, mentre il conduttore Sigfrido Ranucci replica secco: "Nessun sostegno a chi è contro le vaccinazioni. Che programma hanno visto?".

Il Pd accusa Report di diffondere informazioni no vax 

La terza dose di vaccino anti Covid è un business. E scoppia la bufera. Così, le parole del conduttore della trasmissione Report, Sigfrido Ranucci hanno scandalizzato i parlamentari Pd membri della Commissioni di Vigilanza Rai. Il servizio intitolato "Non c'è due senza tre" rifletteva sulla necessità di una terza dose di siero anti Coronavirus in Italia a fronte dei contagi, ed è stato definito dai membri del dem come un'incitamento delle tesi no vax. Nel documento condiviso dai parlamentari a critica del programma, si legge: "Ieri sera su 'Report' è andato in onda un lungo compendio delle più irresponsabili tesi no vax e no Green Pass; su questo chiediamo un chiarimento ai vertici Rai".

Durante la trasmissione sono state denunciate le imperizie del Cts, dubbi e perplessità sulla gestione della pandemia da parte delle autorità ma anche scetticismo nei confronti dell'efficacia dei vaccini. Per questo motivo, la nota dei membri dem ritiene irresponsabile il servizio andato in onda e chiede spiegazioni alla Rai. "Sedicenti infermieri, irriconoscibili e coperti dall’anonimato come se si trattasse di pentiti di mafia - sottolineano i parlamentari del Pd - che affermano di essersi infettati per responsabilità delle aziende farmaceutiche". Schierandosi a difesa della comunità scientifica e rivendicando l'utilità del Green Pass, i membri dem hanno definito quanto trascorso in Rai come "un episodio molto grave di disinformazione su una rete del servizio pubblico radiotelevisivo" e hanno "chiesto al Presidente e all'Amminsitratore Delegato della Rai" se fossero a conoscenza dei contenuti del servizio.

Si unisce al coro anche il deputato di Forza Italia in commissione di Vigilanza, Andrea Ruggeri, che è intervenuto sul caso: "Mi spiace ascoltare da Report la lagna qualunquista per cui il vaccino è il business delle case farmaceutiche". Secondo Ruggeri la trasmissione Rai dovrebbe "esaltare il progresso scientifico e i suoi benefici anzichè offrire argomenti agli scettici verso la bontà del vaccino".

Pd contro report, Ranucci ribatti: "Ma che cosa avete visto"

La replica del conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, non si è fatta attendere. Ranucci ha difeso a spada tratta il servizio andato in onda, respingendo al mittente le accuse: "Sono stufo di queste accuse - ha detto il giornalista - Sono vaccinato come tutta la redazione della trasmissione, ma come giornalista devo essere libero di raccontare delle criticità". Nessuna posizione no vax, ma il diritto di rivendicare la libertà di espressione su una materia delicata come il Covid, dove ogni commento sembra venire politicizzato da ambo i fronti. "Quali sarebbero - rimbocca Ranucci - i contenuti no vax? Credo che i parlamentari non abbiano visto il servizio".

Secondo il conduttore, l'accusa del Pd non regge. L'inchiesta "aveva come ospiti scienziati del calibro dei membri del Fda e ha portato come esempio virtuoso Israele che ha già vaccinato il 65% della popolazione studiando il comportamento degli anticorpi", sottolinea Ranucci. Quello che ha portato avanti sono però le cosiddette criticità, le problematiche di gestione che fanno luce che "da noi non c'è traccia di uno studio dell'Iss annunciato un anno fa. Solo il laboratorio del Niguarda di Milano sta facendo uno studio volontario". 

Presentare al pubblico un servizio basato sulla semplice analisi dei fatti sarebbe dunque, secondo Ranucci, del tutto legittimo. L'accusa del Pd non è andata giù al teleconduttore, che ha replicato stizzito: "È da No Vax dire che il 9 settembre Aifa si è sbagliata a scegliere con troppa fretta di iniettare il vaccino Moderna a dose intera quando la stessa azienda Moderna sei giorni prima aveva raccomandato metà dose?, è da No Vax chiedere che venga fatto il tampone più frequentemente agli infermieri che rischiano di contagiarsi perché cala l'efficacia del vaccino? È da No Vax chiedere di sorvegliare con attenzione gli anticorpi per fare prevenzione?". Domande alle quali, ancora, in molti cercano risposta.

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