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Afghanistan, ci si mette anche Di Battista: "Bisogna parlare con i Talebani"

L'ex grillino si accoda a Conte: "Preferisco scrivere verità scomode che accodarmi a un esercito di sepolcri imbiancati"

25 Agosto 2021

Afghanistan, ci si mette anche Di Battista: "Bisogna parlare con i Talebani"

Fonte: lapresse.it

"Ai talebani di essere 'riconosciuti' importa poco o nulla", dice Alessandro Di Battista, il quale si è accodato a quello che ha detto Giuseppe Conte e vorrebbe aprire anche lui un dialogo con i terroristi. "Sono i vincitori della guerra in Afghanistan e, piaccia o non piaccia, se si vuole avere un minimo di influenza su una terra strategica o se si vuole dar seguito alle dichiarazioni contrite e mettere in piedi corridoi umanitari per migliaia di profughi, bisogna parlare con loro", insiste l'ex Grillino.

Afghanistan, Di Battista: "Bisogna parlare con i Talebani"

"Oltretutto non sarebbe nulla di nuovo", continua il Dibba su Tpi. "Preferisco scrivere verità scomode che accodarmi a un esercito di sepolcri imbiancati che non dovrebbero neppure pronunciare la parola Afghanistan dopo aver difeso una guerra scellerata". E ancora: "Da anni ormai pezzi grossi dell'intelligence dei Paesi occidentali trattano con i talebani. Ci hanno trattato emissari di capi di Stato, dirigenti dei ministeri degli Esteri, Ong, persino direttori di imprese straniere", sostiene Di Battista nell'editoriale.

"Anche la prima vittima della guerra in Afghanistan è stata la verità - dichiara ancora l'ex pentastellato -. Gli Stati Uniti e i suoi servi sciocchi non hanno bombardato l'Afghanistan (così come l'Iraq, la Libia o la Siria) per eliminare il terrorismo, la sharia, il burqa o per garantire diritti umani. E chi ancora si beve questa balla è complice dei padroni e padrini del pianeta. I talebani, che piaccia o meno, non avevano nulla a che vedere con l'attentato alle Torri gemelle, così come Saddam Hussein non possedeva armi chimiche. Certo, fanno scalpore le immagini degli afghani aggrappati al carrello di un aereo nordamericano e precipitati nel vuoto. Questa è la guerra. Questa è stata la guerra in Afghanistan. Una guerra oscena, ipocrita, inutile. Una guerra, oltretutto, persa".

Infine: "Sono anni che sostengo che la guerra in Afghanistan, combattuta per ossequiare gli interessi delle grandi fabbriche di morte nordamericane e per creare un avamposto Usa in un Paese geo-politicamente strategico (l'Afghanistan ha quasi 1.000 km di confine con l'Iran, non è lontano dal Mar Caspio, dove opera la marina russa, ed è collegato alla Cina attraverso il Corridoio del Wakhan) fosse una follia e che la storia della democrazia da esportare fosse una fake news. Oggi se ne accorgono orde di ipocriti", prosegue Di Battista. A suo avviso "se si vorranno aprire strutture sanitarie occorrerà parlare con i talebani. Se si volesse impedire che un Paese così importante si consegnasse ai cinesi come il fantasmagorico esercito afghano addestrato a suon di miliardi dei contribuenti Usa o europei si è consegnato ai talebani, beh, occorrerà trattare con loro. Altrimenti si può sempre tentare la strada della guerra umanitaria per scalzare dal potere i mullah del nuovo millennio. In fondo ha funzionato alla grande, non è vero? È la posizione di alcuni politici di centro-destra. Tornare in guerra dopo averla persa. Fenomeni al potere". 

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