17 Marzo 2026
Andrea Orcel, Ceo di Unicredit sx; Bettina Orlopp, Ceo di Commerzbank
Dopo il lancio dell'Offerta Pubblica di Scambio (OPS), i vertici di Commerzbank hanno inviato il primo segnale di distensione ufficiale verso Piazza Gae Aulenti. Bettina Orlopp, alla guida del secondo istituto tedesco, ha manifestato una cauta apertura durante un'intervista rilasciata a Bloomberg TV a Londra. "Saremmo assolutamente disposti a sederci a un tavolo e a discutere una proposta avanzata da Unicredit", ha dichiarato la banchiera, pur precisando che al momento non c’è "ancora una bozza di base o qualcosa di simile a disposizione", ma aggiungendo che "riteniamo che una bozza di base sia nell'interesse dei nostri azionisti richiederla".
L'obiettivo dell'amministratore delegato è quello di analizzare ogni aspetto tecnico dell'operazione, dalle "sinergie, aspettative sulle sinergie di ricavo, costi di ristrutturazione, velocità di integrazione, prezzo, governance". Orlopp ha poi concluso con una riflessione pragmatica sulle complessità di tali manovre: "Siamo tutti d'accordo che le integrazioni sono sempre difficili, ma sono ancora più difficili da fare in un ambiente ostile".
L'operazione segna il passaggio di UniCredit da socio di minoranza a potenziale nuovo proprietario del gruppo tedesco. Avendo già in mano il 26% tra azioni dirette e derivati il lancio di un’offerta totalitaria è il passaggio necessario per valicare il muro del 30%: una soglia che, per legge, impone di estendere l'acquisto a tutti gli azionisti per integrare completamente l'istituto. L'iniziativa di UniCredit si è concretizzata in un’OPS totalitaria dal valore di 35 miliardi di euro su Commerzbank. La proposta formulata dal gruppo guidato da Andrea Orcel prevede un concambio fissato a 0,485 azioni UniCredit per ogni titolo di Commerzbank.
Nonostante l'apertura del management, il percorso resta in salita a causa delle resistenze politiche. Il governo federale tedesco, che detiene ancora il 12% di Commerzbank, ha assunto una posizione di chiusura. Il Cancelliere Friedrich Merz ha espresso la volontà di proteggere l’autonomia della banca, definendo irricevibile l'ipotesi di una scalata non sollecitata. Andrea Orcel ha cercato di stemperare i toni, parlando di "un confronto costruttivo" finalizzato a "riaprire il dialogo con l’istituto tedesco e con i suoi azionisti". Sul fronte italiano, Palazzo Chigi è stato preavvisato dell'operazione.
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