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Ricerca e Innovazione, Bertolè: “L’intelligenza artificiale per ridurre le disuguaglianze”

03 Marzo 2026

Lamberto Bertolè Ricerca e innovazione

Martedì 3 marzo, presso la sede milanese di Sanofi, si è tenuta la Giornata Nazionale di Task Force Italia dedicata al tema “Ricerca e Innovazione”, un appuntamento che ha riunito rappresentanti del mondo pubblico e privato, istituzioni, imprese, centri di ricerca e stakeholder del settore sanitario e tecnologico. Tra gli interventi istituzionali, Lamberto Bertolè, Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, ha posto l’accento sull’accelerazione tecnologica senza precedenti che stiamo vivendo. Nel dibattito pubblico, ha osservato l’Assessore, si tende spesso a concentrarsi su ciò che accadrà nei prossimi mesi, mentre il vero cambiamento strutturale si manifesterà nel medio periodo: se si amplia l’orizzonte temporale, l’impatto dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti appare destinato a trasformare in modo profondo e permanente il sistema sanitario e sociale.

Il nodo centrale della riflessione riguarda il rapporto tra innovazione e disuguaglianze. A livello globale si registra una riduzione complessiva delle disparità, ma nei Paesi occidentali e nel contesto nazionale le disuguaglianze risultano essersi accentuate. Anche il diritto all’accesso alle cure, pur formalmente garantito, è divenuto in molti casi più complesso da rendere effettivo. Da qui la necessità di rafforzare un’alleanza pubblico-privato che non sia meramente organizzativa, ma profondamente politica e sociale.

Secondo l’Assessore Bertolè, l’interesse pubblico deve rimanere la stella polare delle istituzioni, ma non può essere difeso attraverso un eccesso di vincoli burocratici. Occorre invece definire regole chiare, soprattutto in materia di interoperabilità e condivisione dei dati, riconoscendo il dato sanitario come una vera infrastruttura pubblica strategica. La sfida, dunque, è promuovere lo sviluppo tecnologico e le potenzialità dell’intelligenza artificiale applicata ai dati sanitari, assicurando che i benefici ricadano su tutti e non solo su chi dispone di maggiori risorse. L’universalismo nell’accesso alle cure, principio fondativo del sistema, rischia altrimenti di rimanere un diritto formale, indebolito da criticità legate alla tempestività delle diagnosi, alla sostenibilità dei percorsi di cura e alla capacità regolatoria del sistema pubblico.

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