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Space Economy: l’ecosistema aerospaziale per la ripartenza dell’Italia

Ranzo, Avio: "Abbiamo un ruolo di guida in Europa con la tecnologia di accesso allo spazio. Ci stiamo preparando per il nostro prossimo lancio tra poche settimane"

15 Luglio 2021

Space Economy: l’ecosistema aerospaziale per la ripartenza dell’Italia

La Space economy è un settore che ha da sempre un forte ruolo anticiclico nell’economia e possiede tradizionalmente la capacità di generare innovazione e conoscenza. Un settore che può quindi dare oggi, nel momento della ripartenza italiana e del mondo intero, un contributo importante alla crescita industriale del Paese. Il PNRR dedica infatti al settore oltre 2 miliardi di euro che saranno linfa vitale per le aziende, le start-up e la Pmi nel cammino di rinascita e di ripresa.

E' diffusa la consapevolezza che sia un settore importante per l’Italia tanto ad oggi quanto nel futuro prossimo. La declinazione dell’industria aerospaziale nel binomio innovazione e sostenibilità sarà infatti un tema chiave all'interno dell'Expo 2020 di Dubai che mostrerà la competenza italiana nel settore e stabilirà relazioni globali in un settore trainante dell’economia.

Made in Italy Aerospace: l’ecosistema aerospaziale per la ripartenza dell’Italia

Giulio Ranzo, Amministratore Delegato Avio: “La tecnologia di accesso allo spazio che noi rappresentiamo è una tecnologia abilitante. Questo segmento dell’industria è chiamato a trovare soluzioni sempre più flessibili ed efficienti per poterle realizzare. In Italia abbiamo messo in piedi una capacità di accesso allo spazio con un ruolo da sistemisti. Con un ruolo guida per la creazione di un sistema di lancio completo chiamato Vega dedicato al lancio satelliti di medio piccola dimensione. Siamo alla testa di questa capacità come Italia grazie alla nostra impresa e guidiamo una squadra europea composta da partner di 13 paesi diversi. Abbiamo un ruolo di guida in Europa. Siamo impegnati in molti lanci diversi e ogni evento di lancio ci dà l’opportunità di affinare e mettere a punto le nostre capacità.

Ci stiamo preparando per il nostro prossimo lancio tra poche settimane. Si tratta di un satellite di osservazione della Terra che ha la caratteristica particolare di riuscire a fare fotografie sulla Terra almeno due volte al giorno. Questo è il secondo di una serie di satelliti inaugurati con il lancio di Aprile e che si concluderà con altri due anni il prossimo anno. A ottobre lanceremo un satellite miliare francese di osservazione della Terra. E tra marzo e maggio 2022 ci prepareremo al volo di qualifica del nostro nuovo lanciatore Vega C, evoluzione del prodotto che abbiamo avuto sino ad oggi e insieme una profonda trasformazione con un sistema più potente e con una maggiore capacità di carico a parità di costo.

Il nostro obiettivo ora è individuare nuove tecnologie in grado di consentirci aumenti di performance nella capacità di lancio e riduzione dei costi unitari. In questo senso abbiamo già iniziato insieme all’Agenzia Spaziale Italiana investendo in nuovi sistemi propulsivi basati sul metano, un propetente verde che non rilascia scorie e con il pregio di avere costi più bassi. Abbiamo, in oltre, la progettazione di sistemi capaci di operare in orbita con la capacità di rientrare anche sulla Terra".

Giovanni Soccodato, Chief Strategic Equity Officer Leonardo: “Le nuove sfide per l’aerospazio sono di natura tecnologica. La digitalizzazione infatti permea fortemente il nostro settore industriale. Per questo Leonardo ha creato, negli ultimi anni, dei laboratori volti allo sviluppo di nuove tecnologie in tutti i comparti in cui operiamo: dall’intelligenza artificiale all’elaborazione dati. Vogliamo essere degli operatori capaci di realizzare le missioni sia verso la Luna sia verso Marte. Dobbiamo avere la capacità di guardare lo spazio e garantire la sicurezza delle missioni.

In questo senso il PNRR è fondamentale poiché indirizzerà le aziende verso un buon posizionamento.

Si vince se si collabora. Negli ultimi anni l’Europa ha messo lo spazio al centro delle sue politiche di ricerca industriale. La chiave del successo è riuscire a mettere insieme risorse e capacità per andare ad indirizzare e investire su sistemi sempre più complessi. Dialogare costantemente con i grandi Paesi di settori quali la Francia e la Germania”.

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