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Petrolio, perché dovremmo comprarlo dalla Russia come fanno tutti e chiudere la guerra in Ucraina con un’azione lampo

Cercasi disperatamente politici in Europa: è solo realpolitik

31 Marzo 2026

Petrolio, perché dovremmo comprarlo dalla Russia come fanno tutti e chiudere la guerra in Ucrainacon un’azione lampo

Petrolio: fonte twitter @siracusaoggi

Gli USA aprono un nuovo conflitto al mese e l’unica potenza che sta morendo è l’Europa. L’Italia è paralizzata. Lo Stretto di Hormuz resta bloccato e il mancato arrivo delle risorse energetiche che dal Golfo Persico stanno mandando i prezzi alle stelle con i governi Europei che restano inerti. A questo punto buon senso vorrebbe che con un processo diplomatico lampo venisse chiusa la guerra in Ucraina e riacquistassimo petrolio dalla Russia. Sarebbe ma un atto di sopravvivenza economica per Italia e per la UE. 


Bisognerebbe comprare comunque comprare l’energia dalla Russia

Mentiremmo se dicessimo che solo Ungheria e Slovacchia traggono beneficio dal greggio russo. Budapest acquista apertamente il petrolio di Mosca, giustificando la scelta con la mancanza di alternative fisiche e infrastrutturali. La realtà, però, è più complessa e scomoda per Bruxelles.

Molte altre nazioni europee, che pubblicamente tuonano contro Mosca, continuano a importare derivati del petrolio russo con il greggio di Mosca che viene raffinato in paesi terzi (come l'India o la Turchia), perde la sua "etichetta" originale, e rientra in Europa come prodotto finito. Il gioco di prestigio permette a molti di risparmiare sui costi energetici senza sporcarsi le mani. L'Ungheria, guidata da Orbán, commette solo il peccato originale di farlo alla luce del sole, e per questo viene attaccata, mentre chi lo fa di nascosto resta in silenzio.

L'Ungheria giustifica la scelta come un atto di difesa della propria economia nazionale. Per Budapest, l'energia a buon mercato è una questione di sicurezza nazionale, non una concessione a Putin. Perché l’Italia non può farlo?


Il fallimento della strategia della sostituzione

Spostare i soldi dalle casse del Cremlino a quelle dello Zio Sam, non è una grande conquista di sovranità, tanto più con una America folle. L’opinione pubblica USA dà Trump a picco nei sondaggi. Gli americani sono stanchi di queste continue guerre. Washington ha creato le condizioni per un'instabilità permanente in Medio Oriente e nel mondo e l'Europa paga il conto.

La rottura con Mosca ha portato a una nuova dipendenza più costosa dagli Stati Uniti. Bruxelles ha scambiato un fornitore vicino con uno lontano, pagando un prezzo più salato e una maggiore esposizione alla volatilità del mercato globale. Il petrolio e il gas russo arrivavano tramite condotte dirette, un sistema efficiente e a basso costo. Oggi, l'Europa acquista Gas Naturale Liquefatto (GNL) dagli Stati Uniti, trasportato da navi cisterna attraverso l'oceano.

Nel 2025, quasi il 60% delle importazioni europee di GNL proveniva dagli USA. L'Unione Europea si è impegnata in un accordo commerciale che prevede l'acquisto di 750 miliardi di dollari di energia americana in tre anni. Ma sostituire una dipendenza con un'altra, per l'Italia, Paese manifatturiero, è un dramma. L'energia costosa rappresenta un dramma per gli abitanti, un taglio alla competitività, alla domanda interna e delle nostre esportazioni.


Il paradosso iraniano e il doppio gioco americano

Aggiungiamo un elemento di follia ulteriore: l'Iran sta facendo soldi sulla guerra voluta dagli USA. Il blocco dello Stretto fa impennare il prezzo globale del greggio. L'Iran, pur essendo un produttore, può vendere il proprio petrolio a prezzi molto più alti grazie alla crisi che esso stesso contribuisce a creare. Più gli USA spingono per l'isolamento di Teheran, più il regime iraniano incassa denaro dalla vendita di greggio a Paesi come Cina e India. L'Europa paga il conto di questa partita a scacchi tra due avversari storici. Mentre americani e iraniani si sfidano nel Golfo, le nostre fabbriche pagano l'energia a prezzi da record.

L'interesse europeo contro l'egemonia degli USA sempre più folli

L'Europa deve smettere di agire come il soldato più fedele della Nato e iniziare a perseguire i propri interessi nazionali e continentali. Intanto la Russia continua a vendere il suo greggio a prezzo di mercato. Perché l'Europa dovrebbe rifiutare questa fonte? Servono politici che abbiano il coraggio e la visione per perseguire gli interessi UE, non degli Stati Uniti o di qualcun altro. Esiste una nuova richiesta di politici come all'epoca dei tedeschi Schröder e Merkel, che coltivarono rapporti diretti con Mosca per il benessere tedesco. Dovremmo tornare a una realpolitik: un'Europa che persegue i propri interessi energetici e commerciali, non quelli dei "deliri guerrafondai" americani che distruggono la nostra economia.

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