Gerusalemme Est, 11 famiglie palestinesi sfrattate dalla polizia israeliana a favore dei coloni, ong: "In corso pulizia etnica"
L’ong israeliana Peace Now denuncia il progressivo svuotamento della comunità locale, composta da circa 700 abitanti palestinesi, dove i coloni mirano alla creazione di un nuovo insediamento. Dopo gli sfratti, l’organizzazione ha scritto su X che a Gerusalemme è "in corso una pulizia etnica"
A Gerusalemme Est, nel quartiere di Batan al-Hawa all’interno del villaggio di Silwan, la polizia israeliana ha sfrattato 11 famiglie palestinesi, per un totale di 62 persone. Si tratta di una delle prime operazioni eseguite dopo la sentenza della Corte Suprema israeliana che, alla fine del 2025, ha confermato l’ordine di sgombero a favore dell’associazione di coloni Ateret Cohanim.
L’organizzazione ebraica presenta l’operazione come un’esecuzione di diritti di proprietà, mentre per i palestinesi e diverse organizzazioni umanitarie si tratta di un ulteriore episodio di pressione sistematica sul territorio occupato di Gerusalemme Est. Così facendo, Israele caccerebbe i palestinesi dalle loro case, appropriandosi di quegli spazi abitativi (con un modus-operandi simili a quello attuato in Cisgiordania).
Gerusalemme Est, 11 famiglie palestinesi sfrattate dalla polizia israeliana a favore dei coloni, ong: "In corso pulizia etnica"
L’ong israeliana Peace Now denuncia il progressivo svuotamento della comunità locale, composta da circa 700 abitanti palestinesi, dove i coloni israeliani mirano alla creazione di un nuovo insediamento. Dopo gli sfratti, l’organizzazione ha scritto su X che a Gerusalemme è "in corso una pulizia etnica. Persino durante la guerra, il governo israeliano e l'apparato degli insediamenti stanno portando Israele al collasso economico, militare e morale".
Alla situazione di Gerusalemme Est si aggiunge quanto riportato sulla Cisgiordania, dove è sempre più diffuso il tema dell’impunità per coloni e soldati israeliani coinvolti nell’uccisione di civili palestinesi.
Secondo i dati delle Nazioni Unite, dal 2020 soldati e coloni israeliani hanno ucciso circa 1.100 civili palestinesi in Cisgiordania, "almeno un quarto" dei quali minori, senza che nessuno sia stato processato. L’ultimo caso che ha portato a un’incriminazione per un’uccisione da parte delle forze di sicurezza risalirebbe al 2019, mentre per un civile israeliano al 2018.
Tra il 2020 e il 2025, riporta l’organizzazione Yesh Din, oltre il 96% delle indagini della polizia su violenze dei coloni in Cisgiordania si sarebbe concluso senza incriminazioni. Su 368 casi, solo otto avrebbero portato a condanne, peraltro non legate a omicidi.
Parallelamente, sul fronte militare, sempre secondo Yesh Din, tra il 2020 e il 2024 sarebbero state presentate 1.746 denunce da parte di palestinesi per danni causati dall’Israel Defense Forces in Cisgiordania, oltre 600 delle quali relative a uccisioni. Meno dell’1% di queste avrebbe portato a incriminazioni. Anche in questi casi, le condanne riguarderebbero solo danni materiali o lesioni, mentre "chi uccide resta protetto dagli organi giuridici".