Israele, soldato Idf accusato di spionaggio per l'Iran: vendute informazioni sull'Iron Dome e basi militari per $1000

Un riservista israeliano accusato di spionaggio per l’Iran: avrebbe venduto informazioni sensibili sull’Iron Dome e basi militari in cambio di denaro

Un soldato israeliano, Raz Cohen, è stato accusato dall'esercito di Tel Aviv di spionaggio per aver venduto informazioni militari sensibili all'Iran: su Telegram, infatti, avrebbe fornito coordinate, fotografie e istruzioni sul funzionamento del sistema di difesa missilistico Iron Dome, ma anche su basi sul territorio, in cambio di 1000 dollari.

Israele, soldato Idf accusato di spionaggio per l'Iran: vendute informazioni sull'Iron Dome e basi militari per $1000

Un soldato riservista israeliano è stato incriminato con l’accusa di spionaggio a favore dell’Iran, in un caso che solleva nuove preoccupazioni sulla sicurezza interna e sulle attività di intelligence nella regione. Secondo quanto riportato dai media locali, il militare, identificato come Raz Cohen, 26 anni, avrebbe fornito informazioni sensibili sul sistema di difesa missilistico Iron Dome.

L’indagine, condotta congiuntamente dallo Shin Bet e dall’unità anticrimine Lahav 433, ha portato all’arresto del sospettato, residente a Gerusalemme. Secondo l’atto d’accusa depositato presso il tribunale distrettuale, Cohen avrebbe intrattenuto contatti con un agente iraniano a partire da dicembre tramite l’app di messaggistica Telegram.

Le autorità sostengono che il riservista abbia trasmesso dettagli operativi sul funzionamento dell’Iron Dome, inclusi componenti del sistema, siti di lancio e informazioni logistiche su basi dell’aeronautica militare israeliana. Tra queste figurerebbero installazioni come Hatzor Airbase, Hatzerim Airbase, Nevatim Airbase e Tel Nof Airbase, oltre a una struttura classificata.

Secondo l’accusa, Cohen avrebbe condiviso almeno 27 fotografie e un video dell’interno del sistema, oltre a numeri di telefono di figure israeliane, tra cui personale di sicurezza e un pilota dell’aeronautica. In cambio, avrebbe ricevuto circa 1000 dollari, pagati in criptovaluta.

L’inchiesta rivela anche che il presunto agente iraniano avrebbe chiesto al soldato di reclutare individui vulnerabili, come tossicodipendenti o persone in difficoltà economica, per condurre operazioni violente per conto di Teheran.

Un episodio simile era emerso già nel 2025, quando altri due giovani israeliani erano stati incriminati per reati analoghi.