Guerra Iran, "obiettori di coscienza in aumento nell'esercito Usa: Marines demotivati criticano linea bellica di Trump" - RUMORS

Tra obiettivi non raggiunti, narrative belliche incoerenti e paura di un secondo Vietnam con lo sbarco in Iran, molti soldati statunitensi stanno opponendo resistenza ideologica al conflitto in Medio Oriente. A denunciarlo è soprattutto la ONG Center on Conscience & War

La guerra illegale contro l'Iran, fatta scoppiare da UsaIsraele lo scorso sabato 28 Febbraio e ormai alla sua quarta settimana, sta creando spaccature interne non solo a livello politico ma dentro lo stesso esercito americano. Il malcontento di soldati statunitensi sempre più critici, ostili verso una guerra non solo immotivata, ma che non intacca direttamente gli interessi Usa e su cui Trump ha più volte dimostrato di non avere un piano netto e coerente, ha portato molti di loro a reagire con riluttanza agli ordini, mentre altri si starebbero opponendo alla linea bellica come obiettori di coscienza.

Guerra Iran, "obiettori di coscienza in aumento nell'esercito Usa: Marines demotivati criticano linea bellica di Trump" - RUMORS

Secondo indiscrezioni trapelate, e dati diffusi dall'organizzazione Center on Conscience & War, le decisioni guerrafondaie dell'amministrazione Trump potrebbero ingenerare un effetto disgregante all'interno delle file dell'esercito statunitense. A "segnare" l'aumento di dissenso di molti Marines verso le ragioni della guerra in Medio Oriente sarebbero stati due momenti-chiave del conflitto: da un lato, la strage presso la Scuola elementare di Minab, le cui responsabilità (ancora sotto indagine militare) sono state gravemente ricondotte agli Usa. Quindi, la recente decisione di Trump di inviare 'boots on the ground' in Iran, precisamente nella zona di Hormuz e sull'Isola di Kharg, rendendo sempre più concrete le possibilità che uno scontro via terra si trasformi in una carneficina umana per i Marines.

A irrobustire il crollo motivazionale dei soldati statunitensi non è stato solo lo sviluppo fin qui documentato della guerra - un avversario iraniano più potente di quanto inizialmente descritto da Trump, nonché i raid riusciti contro le basi Usa nel Golfo. Il problema sta nelle mosse di Trump, nelle oscillazioni decisionali che, agli occhi dei Marines, sono il segnale di una guerra improvvisata, che arranca senza però avere né strategie né soluzioni per ottenere i risultati sperati. "Sento dire dai militari: ‘Non vogliamo morire per Israele — non vogliamo essere pedine politiche" è la testimonianza di un riservista Usa che chiarisce come, in molti suoi commilitoni, la sfiducia sia aumentata anche alla luce di un esecutivo trumpiano che non tutela né protegge le sue risorse nella regione.

Senza "una narrativa chiara e coerente che giustifichi la guerra", senza "benefici strategici identificabili", col rischio che lo sbarco in Iran si riveli un secondo Vietnam, le richieste di obiezione di coscienza sono aumentate. A riferirlo è stato il Center on Conscience & War (CCW) organizzazione deputata a monitorare gli obiettori di coscienza Usa in guerra, che ha comunicato come gli arruolati abbiano in più occasioni opposto resistenza ideologica, rifiutandosi di svolgere compiti militari.

"Centinaia di persone hanno chiamato la nostra linea telefonica - si legge su un post X del CCW del 14 Marzo scorso - La cosa più comune che sentiamo dai militari e dalle loro famiglie è che il bombardamento della scuola di Minab è stato il fattore scatenante che li ha portati a opporsi alla guerra e all’esercito nel suo complesso". Altrove, sempre sulla pagina social del Centro, si legge: "Nelle settimane passate siamo stati contattati da almeno tre piloti di caccia che desiderano avviare le pratiche per l’obiezione di coscienza, appartenenti a due diverse branche delle forze armate". Queste testimonianze, irrobustite anche dalle dichiarazioni di altre organizzazioni simili come la GI Rights Hotline, chiariscono bene il quadro interno alle stesse forze armate Usa.

Sebbene non vi siano prove ufficiali del fatto che soldati americani si stiano rifiutando in massa di combattere, le affermazioni del CCW interrogano sui presupposti e gli scenari di una guerra ancora oscuri, che sembrano procedere solo a vantaggio israeliano.