23 Marzo 2026
L'"Aleksandr Otrakovskiy", fonte: Wikimedia
L'Estonia si è detta pronta a riaprire lo Stretto di Hormuz insieme agli alleati della Nato, su richiesta del presidente statunitense Donald Trump. Il ministro della Difesa Hanno Pevkur ha però avvertito: "Non riusciremo a mandare la nostra flotta prima di tre anni, dobbiamo prima ammodernare le navi". Tempi biblici, che renderebbero la missione totalmente inutile.
L’Estonia si è detta pronta a contribuire agli sforzi internazionali per schierarsi nello Stretto di Hormuz, ma ha avvertito: non prima di tre anni, giusto il tempo di ammodernare le navi. È quanto emerge dalle dichiarazioni del ministro della Difesa Hanno Pevkur, che ha aperto alla possibilità di collaborare con gli Stati Uniti senza che sia ancora arrivata una richiesta formale da Washington.
Il presidente Donald Trump ha più volte sollecitato gli alleati Nato a intervenire per garantire la sicurezza della rotta marittima, diventata instabile dopo l’escalation del conflitto con l’Iran. Teheran ha infatti colpito petroliere e minacciato la navigazione nello stretto a seguito dell'aggressione israelo-statunitense, provocando un’impennata dei prezzi energetici globali e mettendo sotto pressione l’intero sistema commerciale internazionale.
In questo contesto, Tallinn si propone come partner disponibile, ma con un approccio decisamente lento, quasi biblico. L'Estonia ha chiarito anche che vorrebbe schierare la propria flotta solamente a condizioni precise, a partire da un cessate il fuoco.
Anche il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna ha invitato alla cautela, sottolineando come l’Europa non disponga ancora di informazioni chiare sugli obiettivi strategici degli Stati Uniti nel conflitto. Una mancanza di chiarezza che rende difficile per gli alleati definire il proprio ruolo.
Nel frattempo, altri Paesi europei come Germania e Francia hanno escluso un coinvolgimento diretto, segnalando divisioni all’interno dell’Alleanza Atlantica.
La crisi di Hormuz non è solo una questione militare, ma anche economica e geopolitica. Come evidenziato dallo stesso Pevkur, il conflitto sta già producendo effetti globali, favorendo attori come la Russia e incidendo sugli equilibri energetici mondiali.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2026 - Il Giornale d'Italia