Stretto di Hormuz, Iran apre rotta a pagamento da $2mln per Paesi amici: passate 8 petroliere di India, Pakistan e Grecia
Teheran consente il transito nello Stretto di Hormuz solo a navi autorizzate e a pagamento: fino a 2 milioni per passaggio, cresce la tensione sui mercati energetici
L'Iran ha aperto una rotta alternativa a pagamento nello Stretto di Hormuz, in modo da far passare per il canale le petroliere di Paesi "amici" disposti a pagare 2 milioni di dollari. Per ora, sono transitate 8 navi di India, Pakistan e Grecia.
Stretto di Hormuz, Iran apre rotta a pagamento da $2mln per Paesi amici: passate 8 petroliere di India, Pakistan e Grecia
In piena escalation regionale, l’Iran ha introdotto un sistema di “passaggio sicuro” controllato nello Stretto di Hormuz, consentendo il transito selettivo di navi autorizzate dietro pagamento di ingenti somme.
Secondo diverse ricostruzioni, alcune imbarcazioni avrebbero pagato fino a 2 milioni di dollari per attraversare il passaggio marittimo, uno dei più cruciali al mondo per il commercio energetico. Il transito avviene dopo una procedura di registrazione e prevede un percorso specifico, che aggira l’Isola di Larak, lungo la costa iraniana.
Tra le navi che hanno utilizzato questo corridoio figurano petroliere e cargo provenienti da Paesi come India, Pakistan e Grecia. In totale, almeno otto imbarcazioni avrebbero già sfruttato questa rotta alternativa, che rappresenta una soluzione temporanea dopo la chiusura dello stretto decisa da Teheran in risposta agli attacchi di Stati Uniti e Israele a fine febbraio.
La mossa rafforza il controllo iraniano su un passaggio strategico da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. Limitando l’accesso e imponendo pedaggi elevati, Teheran sembra voler trasformare la crisi in una leva economica e geopolitica.
Secondo stime riportate da fonti finanziarie, l’Iran starebbe già generando oltre 140 milioni di dollari al giorno dalle esportazioni di petrolio, nonostante le tensioni e le restrizioni. Il sistema di accesso selettivo allo stretto potrebbe aumentare ulteriormente queste entrate, consolidando una sorta di “monopolio temporaneo” sul traffico energetico nella regione.
Tuttavia, la misura solleva forti preoccupazioni a livello internazionale. Il controllo unilaterale di una via marittima così vitale rischia di far aumentare i costi energetici globali e di aggravare l’instabilità nei mercati. Inoltre, la selezione delle navi autorizzate sulla base delle relazioni politiche con Teheran introduce un elemento di discriminazione commerciale che potrebbe avere ripercussioni diplomatiche.