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Sudan, le Rfs conquistano Bara e Karnoi, nel Kordofan e Darfur: "Usati decine di veicoli da combattimento, droni e artiglieria"

In una dichiarazione ufficiale, un portavoce delle Rsf ha spiegato che l’operazione rientra in una strategia più ampia per colpire le ultime roccaforti dell’esercito nella zona, rivendicando l’uccisione di 500 soldati e la cattura di 45 veicoli

17 Marzo 2026

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RSF in Sudan

Le Forze di Supporto Rapido (Rsf) hanno conquistato le città di Bara, nel Kordofan settentrionale, e Karnoi, nel Darfur settentrionale, segnando un’ulteriore escalation nel conflitto in Sudan. Secondo fonti locali l’offensiva è stata condotta con decine di veicoli militari, droni e artiglieria, costringendo le forze dell’esercito regolare (Saf) e i loro alleati della Forza congiunta dei movimenti armati sudanesi a ritirarsi verso Al Dankoj, nel Kordafan settentrionale.

Sudan, le Rfs conquistano Bara e Karnoi, nel Kordofan e Darfur: "Usati decine di veicoli da combattimento, droni e artiglieria"

In una dichiarazione ufficiale, un portavoce delle Rsf ha spiegato che l’operazione rientra in una strategia più ampia per colpire le ultime roccaforti dell’esercito nell'area, rivendicando l’uccisione di 500 soldati e la cattura di 45 veicoli. La Forza congiunta dei movimenti armati aveva già segnalato un aumento degli attacchi con droni nell’area prima della caduta di Bara, città strategica situata a circa 45 chilometri da El Obeid e recentemente riconquistata dall’esercito prima di essere nuovamente persa.

Parallelamente, nel Darfur settentrionale, le Rsf hanno annunciato di aver assunto il pieno controllo di Karnoi, località vicina al confine con il Ciad, definendo l’operazione un’offensiva “lampo” contro l’esercito e i suoi alleati. Karnoi rappresentava uno degli ultimi avamposti governativi in quell’area.

Nonostante le avanzate delle Rsf, l’esercito sudanese sostiene di aver respinto un attacco significativo nella città di Dilling, nel Kordofan meridionale. Secondo fonti militari citate dal Sudan Tribune, l’assalto sarebbe stato condotto congiuntamente dalle Rsf e dal Sudan People's Liberation Movement-North (Splm-N), guidato da Abdelaziz al Hilu. Le forze governative affermano di aver inflitto pesanti perdite agli attaccanti e distrutto diversi veicoli. Media locali riferiscono inoltre di un’intensificazione dei bombardamenti di artiglieria su Dilling da parte dell’alleanza Rsf-Splm-N, con conseguenze anche per i civili e le infrastrutture.

Nel frattempo, la Forza congiunta dei movimenti armati sudanesi ha dichiarato di aver respinto una vasta offensiva delle Rsf contro la città di Tina, snodo strategico al confine con il Ciad. Dallo scorso febbraio, le Rsf conducono attacchi ripetuti nell’area nel tentativo di conquistare le ultime posizioni controllate dall’esercito e dai suoi alleati nel Darfur settentrionale.

Tina riveste un’importanza cruciale sia per il commercio sia per il passaggio degli aiuti umanitari provenienti dal Ciad orientale. Il portavoce della Forza congiunta, Motwakil Ali Wakeel, ha dichiarato in un comunicato che l’esercito, insieme ai combattenti alleati e ai volontari della “Resistenza popolare”, è riuscito a respingere l’attacco all’alba. La stessa Forza congiunta ha affermato di aver distrutto 57 veicoli delle Rsf e di averne catturati altri 39, aggiungendo che il comandante sul campo delle Rsf sarebbe stato ucciso durante gli scontri, mentre i sopravvissuti si sarebbero ritirati.

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