Libano, Israele avvia invasione terrestre con l'ok di Trump, Idf verso piano "The Greater Israel": "Faremo come a Gaza"
Il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha dichiarato che le Idf procederanno con l'operazione di invasione fin tanto che "sarà necessario", in una dinamica bellica che assume sempre più le caratteristiche che hanno definito quella di natura genocida della Striscia di Gaza
Un nuovo comunicato dell' Idf ha svelato la vera natura offensiva degli attacchi che mirano all'occupazione del territorio libanese; strategia su cui Trump ha espresso il suo sostegno. Se inizialmente era circoscritta alla Linea Blu, poi allargata al fiume Litani, ora le Idf avanzeranno ovunque riterranno opportuno, in linea con il piano "The Greater Israel". Questo è il progetto geopolitico che mira all’indebolimento dei paese considerati nemici da Tel Aviv e all’espansione dell’influenza israeliana nell’area che comprende Palestina, Libano, Giordania, Egitto e Siria. Il tutto si inserisce nel contesto più ampio della guerra degli Stati Uniti e Israele contro l'Iran, un quadro in cui Tel Aviv sta sfruttando lo scontro con Teheran per rafforzare la propria presenza militare nella regione e guadagnare terreno in Libano.
Libano, Israele verso occupazione mediante invasione terrestre con l'ok di trump, Idf: "Faremo come a Gaza" fino al Fiume Litani
Israele sta preparando un’espansione massiccia dell’offensiva terrestre. A spiegare la nuova operazione è il comunicato stampa dell'Idf pubblicato su X:
Le truppe dell'IDF hanno avviato operazioni di terra limitate e mirate contro le principali roccaforti di Hezbollah nel Libano meridionale, con l'obbiettivo di rafforzare la zona di difesa avanzata. Questa attività rientra in un più ampio sforzo difensivo volto a stabilire e consolidare una postura difensiva avanzata, che include lo smantellamento delle infrastrutture terroristiche e l'eliminazione dei terroristi operanti nella zona, al fine di creare un ulteriore livello di sicurezza per i residenti del nord di Israele.
Il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha chiarito in un briefing riservato, ma trapelato: "Avanzeremo fino al Litani e oltre se necessario, per liberare i civili ostaggio di Hezbollah". Secondo un altro funzionario israeliano, la strategia israeliana prevede un approccio simile a quello utilizzato nella Striscia di Gaza. La frase riportata nelle ricostruzioni diplomatiche è esplicita "Faremo quello che abbiamo fatto a Gaza". L’operazione, che potrebbe diventare la più vasta dalla guerra del 2006, ha ricevuto anche l’appoggio politico dell’ex presidente americano Donald Trump.
Secondo la versione diffusa dal governo israeliano, l’obbiettivo dell’offensiva sarebbe Hezbollah e l’operazione verrebbe presentata come una misura difensiva per proteggere il territorio israeliano dai lanci di razzi provenienti dal Libano. Tuttavia l’operazione si configura come offensiva, il cui scopo - secondo l'Institute for the Critical Study of Zionism - è quello di destabilizzare e conquistare il Libano, proprio come accaduto a Gaza. Se per quest'ultima l'invasione è avvenuta da nord a sud, nel caso del Libano sarà inversa, da sud a nord. In questo contesto Hezbollah viene visto da parte di una parte della popolazione libanese non solo come una milizia armata ma come una forza di deterrenza e di resistenza contro Israele, soprattutto dopo anni di conflitti lungo il confine meridionale del Libano.
Israele persegue la realizzazione del piano chiamato "The Greater Israel", i cui obbiettivi sono l'espansionismo e l'egemonismo tramite la conquista di terre e l'allargamento dei confini, e l'indebolimento di Hamas, Hezbollah, Iran, Houthi etutte le milizie che si oppongono alla politica invasiva israeliana.