La crisi energetica globale sta riportando l’India indietro nel tempo. Di fronte alle difficoltà di approvvigionamento di gas e all’impennata dei prezzi, nel Paese asiatico stanno tornando a diffondersi combustibili più economici ma decisamente più inquinanti come il kerosene e il carbone.
Il fenomeno è particolarmente evidente nelle grandi città, dove piccoli ristoranti, chioschi e attività informali stanno cercando soluzioni alternative per contenere i costi. A New Delhi, per esempio, molti esercenti raccontano di aver visto raddoppiare o triplicare il prezzo delle bombole di gas negli ultimi mesi, spingendoli a rivedere le proprie modalità di cottura.
La situazione è aggravata dalle tensioni geopolitiche che stanno scuotendo il Medio Oriente. L’India è il secondo importatore mondiale di gas e una parte significativa delle sue forniture arriva proprio dalla regione del Golfo. Il conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti e il rischio di interruzioni nelle rotte energetiche hanno reso l’approvvigionamento più incerto e costoso.
Prima dell’escalation della crisi, New Delhi importava dal Golfo Persico circa il 60% del proprio fabbisogno di gas. Oggi il governo è costretto a cercare fornitori alternativi, tra cui Stati Uniti, Norvegia e Canada, mentre resta aperta anche la possibilità di nuove intese energetiche con Paesi della regione.
Nel frattempo il mercato interno cerca di adattarsi alla nuova realtà. Alcuni operatori stanno valutando l’uso di biomasse o di kerosene per sostituire il gas nelle cucine commerciali, mentre altre attività stanno semplicemente riducendo i consumi o aumentando i prezzi dei prodotti.
Le difficoltà energetiche arrivano in un momento delicato anche per l’economia indiana. L’inflazione alimentare resta una delle principali preoccupazioni per il governo, e l’aumento dei costi dell’energia rischia di tradursi rapidamente in un ulteriore rialzo dei prezzi per i consumatori.
A complicare il quadro si aggiungono anche fattori climatici. Alcune regioni del nord del Paese stanno registrando temperature insolitamente elevate, mentre le previsioni per la stagione dei monsoni restano incerte. Un mix di variabili che potrebbe aumentare ulteriormente la pressione sui consumi energetici e sulle catene di approvvigionamento.
Per l’India, in rapida crescita economica e demografica, la sicurezza energetica resta una delle principali sfide strategiche. E la crisi attuale dimostra quanto l’equilibrio tra sviluppo economico, accesso all’energia e sostenibilità ambientale resti ancora fragile in uno dei Paesi più dinamici del panorama globale.









