12 Marzo 2026
Fonte: lapresse.it
Premessa
L’ideologia attualmente dominante in Occidente non è né il comunismo né il fascismo, ma un sistema di pensiero che si autodefinisce transumanesimo. L’idea basilare è che l’umanità diventerà più di ciò che è ibridandosi con le macchine, anzitutto quelle digitali, ma non solo. Il transumanesimo non è umanistico, ma post-umano. Coloro che invocano un nuovo umanesimo non hanno capito che il transumanesimo alienato, robotico, potrà essere superato solo dal transumanesimo autentico. Viviamo tempi difficili, tempi per demoni, angeli ed eroi – laddove il campo di battaglia non è solo là fuori, ma anzitutto intrapsichico. La storia chiede un effettivo superamento dell’anthropos per come lo conosciamo.
Nietzsche padre putativo del transumanesimo
Il transumanesimo made in USA è un figlio bastardo del pensiero di Nietzsche. Un pensatore, d’altronde, non può controllare tutto ciò che deriverà dalle sue affermazioni. Nietzsche era un battitore libero: il suo pensiero è stato portato in ogni direzione – destra, sinistra, liberismo, anarchismo, e così via. La transizione digitale – ovvero la migrazione dell’umanità nel velo virtuale – aveva bisogno di un’ideologia.
I fanatici del meccanismo prendono da Nietzsche l’idea che l’uomo sia una corda tesa tra la bestia e il superuomo, e la piegano al loro conflitto d’interesse. Poiché vendiamo roba informatica, e di essa vogliamo servirci per controllare il mondo, allora l’uomo diventerà superuomo tramite ciò che vendiamo. Nietzsche strumento di marketing. Avvento di superman e wonderwoman grazie a schermi, intelligenza artificiale e chip neurali. Peccato che il gran massone Matt Groening abbia già anticipato lo scenario: nel 3000 (verosimilmente connessa neuralmente a Internet) l’umanità non ha tregua dal bombardamento digitale neanche durante il sonno. Fry, il protagonista, sogna la pubblicità, o meglio la pubblicità s’insinua nella sua mente come un fastidioso pup-up onirico. Sognare, in futuro, sarà come guardare un video su Youtube: prima che cominci il sogno – e in mezzo ad esso, se è troppo lungo – pubblicità a oltranza. È un principio di totalitarismo digitale: l’obiettivo è colonizzare tutto il nostro spazio-tempo, così da impedire il nostro reale progresso. Il transumanesimo inautentico è il preteso superamento dell’uomo tramite la macchina – cioè la sua robotizzazione finale. Un’escatologia robotica che prevede, annuncia e accelera l’avvento del supercervello artificiale: la super IA, a cui connettere i cervelli umani. Mente umana – ego cogito – come appendice del supercervello transnazionale che ha già deciso e valutato. Fantascienza? La civiltà logocentrica, dopo quattro secoli di riduzione del logos a calcolo, partorisce la sua ultima illusione. Questo è il transumanesimo inautentico – giocato, in ultima istanza, per ragioni di dominio. Una massa di servi che pensano ciò che l’IA inculca (o “suggerisce”) loro è il compimento della psicopolitica.
Transumanesimo autentico
Il vero transumanesimo non ha nulla a che vedere col ciarpame digitale – come se l’umanità fosse da sempre in attesa del Redentore di silicone e cavi. Il transumanesimo robotico annuncia un altro transumanesimo, basato sulla potenza eterna dello spirito. Il compimento dell’individualismo come movimento storico decisivo, non è la schiavitù digitale, l’atomismo esistenziale, ma lo sviluppo della consapevolezza e la sua implementazione nel mondo materiale. Il superuomo è l’essere umano che si divinizza, diventando padrone del proprio destino. Qui però, come direbbe Wittgenstein, il logos deve tacere.
di Pietro Cattana
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