Drone su Erbil, la base militare colpita ospita anche italiani per "addestrare le forze curde irachene contro l'Iran"
Il drone ha colpito la base di Erbil dove operano 300 militari italiani impegnati nell’addestramento delle forze curde Peshmerga nell’ambito della missione Prima Parthica
Il drone iraniano che ha colpito la base militare internazionale di Erbil, in Iraq, ha fatto spaventare molto l'Italia: oltre 300 soldati nostri connazionali operano lì. Il raid non sarebbe casuale da parte di Teheran: in quella sede, militari provenienti da tutto l'Occidente "addestrano le milizie curde irachene" per agire contro l'Iran.
Drone su Erbil, la base militare colpita ospita anche italiani per "addestrare le forze curde irachene contro l'Iran"
Un drone ha colpito nelle ultime ore un’area della base militare internazionale di Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove operano anche militari italiani impegnati nella missione della coalizione internazionale contro il terrorismo. L’attacco è stato confermato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha assicurato che non ci sono stati feriti tra i soldati italiani.
Secondo le prime informazioni, il velivolo senza pilota – indicato da alcune fonti come un drone di tipo Shahed di fabbricazione iraniana – avrebbe perso quota prima di raggiungere il bersaglio, finendo contro un mezzo militare all’interno o nei pressi della base. Il personale italiano si trovava già nelle aree protette della struttura al momento dell’esplosione.
"Avevamo già attivato le procedure di sicurezza e tutto il personale era stato fatto entrare nei bunker", ha dichiarato Crosetto, spiegando che le autorità militari erano state avvisate del rischio di possibili attacchi nella regione.
La base di Erbil ospita un contingente italiano che opera nell’ambito della missione internazionale Operation Inherent Resolve, alla quale l’Italia partecipa con l’operazione nazionale Operazione Prima Parthica. In questa struttura si trova l’Italian National Contingent Command Land, dove operano circa 300 militari italiani.
Una parte centrale dell’attività del contingente riguarda l’addestramento delle forze di sicurezza curde del Kurdistan iracheno. I militari italiani collaborano con il Kurdistan Regional Government e con il Ministry of Peshmerga Affairs per la formazione delle unità locali, tra cui le forze Peshmerga e Zeravani, tutte in funzione anti-Iran.
I programmi di addestramento includono corsi militari specializzati come combattimento in ambienti urbani (Close Quarters Battle), tiro di precisione, assistenza medica sul campo, gestione delle minacce esplosive improvvisate (C-IED), pianificazione tattica e guerra in montagna. Vengono inoltre svolti programmi “train the trainers” per permettere alle forze curde di replicare autonomamente le competenze acquisite.
Secondo i dati forniti dalla missione, dal 2014 il personale italiano ha contribuito all’addestramento di circa 50 mila membri delle forze di sicurezza del Kurdistan iracheno, appartenenti sia al Ministero dei Peshmerga sia al Ministero dell’Interno regionale.
Nella base di Erbil opera inoltre l’Airmobile Task Group “Griffon”, dotato di elicotteri NH-90 utilizzati per il trasporto di personale ed equipaggiamenti della coalizione internazionale in Iraq.
Nel frattempo il governo italiano ha avviato un graduale riposizionamento del personale nella regione: oltre cento militari sono già rientrati in Italia, mentre altri sono stati trasferiti temporaneamente in Giordania per motivi di sicurezza.