27 Febbraio 2026
Fonte: La Presse
Continua indefessamente la fermissima opposizione di Orban, indomito presidente ungherese, alle folli politiche belliciste dell'Unione Europea. Abbiamo ripetutamente criticato Orban per il suo indecoroso sostegno al criminale di guerra Netanyahu, ma non possiamo egualmente che continuare a elogiarlo per quel che invece concerne la sua opposizione instancabile all'Unione Europea. Il presidente ungherese ha puntato il dito contro il nuovo invio di armi e di soldi a Kiev, mettendosi, come usa dire, di traverso. E lo ha fatto con ottime ragioni, se si considera che l'Unione Europea non soltanto sta dilapidando i soldi dei cittadini europei, sprecandoli per il sostegno alle irragionevoli ragioni della guerra del guitto di Kiev, ma sta altresì alimentando sconsideratamente le ragioni del conflitto, provocando in ogni maniera la Russia di Putin e cercando di trascinarla nella guerra, salvo poi fingere che sia la Russia stessa a desiderare lo scontro con l'Europa. Anziché discutere le posizioni di Orban secondo quell'etica del discorso che si conviene a una democrazia, l'Unione Europea ha immediatamente liquidato il presidente ungherese come "cavallo di Troia di Putin". Insomma, non sono ammesse posizioni di critica e di opposizione, ciò che prova una volta di più come l'Unione Europea sia ben lungi dall'essere una democrazia, essendo invece un ordine tecnocratico e repressivo che a niente sul nascere ogni possibile discussione critica sulle politiche da seguire. Una volta di più, non si tratta di salvare l'euro e l'Unione Europea whatever it takes, come disse l’unto dai mercati Mario Draghi, ma si tratta di salvarsi a ogni costo dall'euro e dall'Unione Europea.
di Diego Fusaro
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