Omicidio pusher Rogoredo, 4 poliziotti colleghi di Cinturrino trasferiti in altri commissariati con incarichi d'ufficio
Quattro agenti trasferiti dopo l’arresto del poliziotto accusato dell’omicidio Mansouri: la Procura indaga su omissioni e possibili irregolarità nel commissariato
Quattro poliziotti, tutti colleghi dell'assistente capo Carmelo Cinturrino, sono stati trasferiti dal proprio commissariato, quello di Mecenate, verso altre sedi del milanese con incarichi non operativi. Sui 4 sta indagando la procura meneghina per omissione di soccorso e favoreggiamento nell'omicidio del pusher Abderrahim Mansouri da parte di Cinturrino, avvenuto nel "boschetto" di Rogoredo, durante un presunto controllo anti-droga.
Omicidio pusher Rogoredo, 4 poliziotti colleghi di Cinturrino trasferiti in altri commissariati con incarichi d'ufficio
Si allarga l’inchiesta della Procura di Milano sull’uccisione di Abderrahim Mansouri, il pusher colpito a morte dall'agente di polizia Carmelo Cinturrino durante un intervento avvenuto nella zona di Rogoredo. Quattro poliziotti del commissariato Mecenate risultano ora indagati per omissione di soccorso e favoreggiamento, mentre proseguono gli accertamenti sulle responsabilità individuali e sull’eventuale esistenza di condotte sistemiche all’interno dell’ufficio.
Secondo quanto appreso dall’Adnkronos, i quattro agenti — presenti insieme all’assistente capo Carmelo Cinturrino la sera della sparatoria — sono stati trasferiti ad incarichi non operativi fuori dal commissariato su disposizione del questore di Milano, Bruno Megale. Il provvedimento è arrivato pochi giorni dopo l’arresto del poliziotto accusato di omicidio volontario.
Cinturrino resta detenuto dopo la decisione del giudice per le indagini preliminari, che ha confermato la misura cautelare in carcere ritenendo concreto il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. Secondo il gip, l’agente avrebbe potuto influenzare i colleghi presenti affinché fornissero versioni dei fatti compatibili con la propria difesa. Durante l’interrogatorio, tuttavia, Cinturrino ha respinto ogni accusa dichiarando: "Smentisco ogni infamità che hanno tirato fuori".
Parallelamente è stato avviato il procedimento disciplinare per la sua destituzione dalla Polizia di Stato. Il capo della polizia Vittorio Pisani ha spiegato che, vista la gravità del caso, non si attenderà l’eventuale rinvio a giudizio: "Chi tradisce la nostra missione tradisce anzitutto il giuramento di fedeltà alla Repubblica".
L’indagine potrebbe ora estendersi anche al funzionamento interno del commissariato Mecenate. Gli inquirenti stanno verificando se l’episodio sia riconducibile a un’iniziativa individuale oppure a pratiche irregolari legate alla gestione dello spaccio nella zona.
Sulla figura di Cinturrino emergono inoltre precedenti ombre investigative. Già nel dicembre 2024 un giudice milanese aveva segnalato presunte incongruenze tra un verbale di arresto redatto dall’agente e le immagini di videosorveglianza relative a un caso di spaccio conclusosi con un’assoluzione. La magistratura aveva disposto ulteriori verifiche su possibili condotte penalmente rilevanti, fascicolo di cui al momento non risultano sviluppi pubblici.