Ucraina, Jeffrey Sachs: “Pace nelle mani di Meloni, Macron e Merz”, poi sul Board of Pace per Gaza: “Progetto vanitoso di Trump”

Nel quadro globale entra anche Donald Trump. Sachs definisce così il tycoon: “Trump è un destabilizzatore e un politico fallito, che sta perdendo il sostegno interno, attualmente intorno al 37% e in calo"

Jeffrey Sachs è intervenuto sulla guerra in Ucraina a 4 anni dall’avvio dell’operazione speciale russa”. Il professore della Columbia University è intervenuto sul progetto per la pace: “Pace nelle mani di Meloni, Macron e Merz”. Secondo l’economista americano, le chiavi per chiudere il conflitto sono in Europa, non a Washington. Inoltre, tocca anche il Board of Pace per Gaza: “Progetto vanitoso di Trump”.

Ucraina, Jeffrey Sachs: “Pace nelle mani di Meloni, Macron e Merz”, poi sul Board of Pace per Gaza: “Progetto vanitoso di Trump”

A parlare è Jeffrey Sachs, professore alla Columbia University e osservatore attento delle dinamiche geopolitiche dell’Est Europa. La sua analisi, a 4 anni dall’avvio dell' "operazione speciale russa" in Ucraina, è netta.

Alla domanda su quale sia oggi la reale situazione geopolitica tra Kiev e Mosca, Sachs non usa giri di parole: “La situazione è tale che a mio giudizio la Russia vincerà la guerra, nel senso che raggiungerà i suoi tre obiettivi: il controllo del territorio, l’impegno dell’Ucraina alla neutralità permanente e alla non adesione alla Nato, e l’assenza di truppe Nato di stanza in Ucraina dopo la cessazione dei combattimenti. La Russia controlla circa il 78% di Donetsk, il 100% di Lugansk, il 73% di Kherson e il 76% di Zaporizhzhia. Probabilmente conquisterà il resto di questi oblast. E se non ci sarà un accordo di pace, probabilmente continuerà a conquistare anche Odessa e forse altre parti dell’Ucraina”.

Nel quadro globale entra anche Donald Trump. Sachs è durissimo: “Trump è un destabilizzatore e un politico fallito, che sta perdendo il sostegno interno, attualmente intorno al 37% e in calo. La recente decisione sui dazi è importante. È una dimostrazione significativa dei limiti del suo potere. Trump non dovrebbe essere visto al di fuori degli Usa come un tiranno imponente e popolare, ma come un leader imprevedibile, instabile, impopolare e incompetente, il cui sostegno molto probabilmente continuerà a diminuire”.

Per il professore americano, la chiave della pace è chiara: “Per raggiungere la pace, le decisioni chiave sono chiarire la neutralità dell’Ucraina, risolvere le questioni territoriali e accettare che le truppe britanniche, francesi, tedesche o di altri paesi non debbano e non saranno di stanza in Ucraina dopo la guerra”.

Quanto alle scelte di Kiev nel 2022, il giudizio è altrettanto tranchant: “Avrebbe potuto e dovuto firmare l’accordo di pace che stava per essere siglato il 15 aprile 2022, basato sulla neutralità e sostanzialmente sull’accordo di Minsk II – molto migliore dei termini odierni – e che avrebbe forse risparmiato la morte o gravi ferite a 1-2 milioni di ucraini da allora. Biden ha rifiutato quella pace. Una vergogna, e l’Europa ha seguito l’esempio”.

E sulle eventuali elezioni in Ucraina taglia corto: “Il punto principale è la pace, con o senza elezioni. La chiave è affrontare la realtà. Questo avrebbe dovuto essere fatto nel 2022 e in qualsiasi momento da allora”.

La parte più politica dell’intervento riguarda direttamente i leader europei. Secondo Sachs, lechiavi della pacenon sono a Washington ma in Europa. E fa nomi e cognomi: Giorgia Meloni, Friedrich Merz ed Emmanuel Macron.  Meloni, Merz e Macron dovrebbero dire la verità al popolo europeo: la Russia non invaderà l’Europa. La pace con la Russia attraverso la diplomazia è possibile. La responsabilità della Germania è la più alta. La Germania promise a Gorbaciov ed Eltsin (nel febbraio 1990) che la Nato non si sarebbe spostata verso Est. Poi Germania e Stati Uniti hanno tradito la promessa. La Germania ha stretto un accordo con Yanukovich il 21 febbraio 2014 per impedire un colpo di Stato e poi ha tradito l’accordo il giorno dopo accettando il colpo di Stato. Nel 2015 la Germania ha promesso che avrebbe applicato l’accordo Minsk II. Poi ha tradito e non ha applicato l’accordo Minsk II. Quindi Merz dovrebbe assumersi la responsabilità di contribuire a portare la pace tra l’Europa e la Russia. Il primo ministro Meloni dovrebbe sostenerlo”.

Infine, un giudizio liquidatorio sul cosiddetto Board of Peace per Gaza: “È solo un progetto vanitoso di Trump, che non può alimentare nient’altro che l’ego di Trump”.