Saint Moritz, trovato morto Luciano Capasso, 25enne napoletano disperso da 5 giorni a 2700m dopo essere stato travolto da valanga

Il 25enne di Qualiano disperso a 2.700 metri a Fuorcla Trovat. La famiglia denuncia ritardi nei soccorsi e chiede il rimpatrio urgente della salma

È stato trovato morto Luciano Capasso, il 25enne napoletano disperso da ormai 5 giorni sulle montagne di Saint Moritz. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, il giovane sarebbe stato travolto da una valanga a 2700 metri di quota, dopo essere uscito per un'escursione.

Saint Moritz, trovato morto Luciano Capasso, 25enne napoletano disperso da 5 giorni a 2700m dopo essere stato travolto da valanga

È stato trovato senza vita sulle montagne di Saint Moritz Luciano Capasso, 25 anni, originario di Qualiano, in provincia di Napoli. Il giovane, appassionato ed esperto di alpinismo, era scomparso da cinque giorni dopo essere uscito per un’escursione in quota. Secondo quanto riferito dalla famiglia e dal legale, non sarebbe stato sorpreso da una semplice bufera di neve, come inizialmente ipotizzato, ma travolto da una valanga di categoria 4.

L’ultima posizione del Gps, integrato nella sua attrezzatura, lo collocava nella zona di Fuorcla Trovat, a circa 2700 metri di altitudine. Un’area considerata ad alto rischio per valanghe e improvvisi peggioramenti meteo. Da quel momento, nel tardo pomeriggio di giovedì scorso, si erano perse le sue tracce. Il recupero del corpo è avvenuto solo con il miglioramento delle condizioni atmosferiche.

A confermare il decesso sono stati la madre Raffaella Grande e l’avvocato della famiglia, Sergio Pisani, che ha parlato di un evento improvviso e potenzialmente letale in pochi minuti. “Anche con soccorsi immediati probabilmente non ci sarebbe stato nulla da fare”, ha dichiarato il legale. Resta però il dolore e la richiesta di chiarimenti sulla tempestività delle ricerche.

Capasso lavorava come autista presso il prestigioso Badrutt’s Palace Hotel. Ex militare, era addestrato ad affrontare situazioni estreme e dotato di equipaggiamento adeguato. Il fratello aveva lanciato l’allarme subito dopo aver rilevato un segnale anomalo dal Gps, comunicando le coordinate alle autorità. “Le ricerche non sono mai partite”, ha denunciato, parlando di oltre cinquanta ore trascorse prima di un intervento effettivo.

La famiglia ha chiesto il rimpatrio urgente della salma. Il consolato generale a Zurigo e la Farnesina stanno seguendo le pratiche per consentire il rientro in Italia nel più breve tempo possibile.