Genocidio a Gaza, "da 7 ottobre a 2023 a gennaio 2025 Israele ha ucciso 4% dei palestinesi, almeno 75mila vittime" - il REPORT di The Lancet

Secondo The Lancet, le vittime violente a Gaza superano le 75 mila entro gennaio 2025, con dati ufficiali sottostimati del 35% nei primi 16 mesi di genocidio

Un report pubblicato dalla rivista medica inglese The Lancet ha evidenziato che nei primi 16 mesi di genocidio, dal 7 ottobre 2023 al gennaio 2025, Israele ha ucciso il 4% dei palestinesi di Gaza, contando almeno 75 mila vittime. I dati da gennaio 2025 a oggi non sono ancora stati resi disponibili, ma ci si aspetta un aumento vertiginoso delle morti dei gazawi.

Genocidio a Gaza, "da 7 ottobre a 2023 a gennaio 2025 Israele ha ucciso 4% dei palestinesi, almeno 75mila vittime" - il REPORT di The Lancet

Un nuovo studio pubblicato dalla rivista medica britannica The Lancet sostiene che il bilancio delle vittime palestinesi nella Striscia di Gaza sia stato significativamente sottostimato nei primi 16 mesi di genocidio. Secondo la Gaza Mortality Survey condotta dal journal, i “morti violenti” avrebbero superato quota 75 mila entro il 5 gennaio 2025, circa il 35% in più rispetto alle cifre ufficiali diffuse in quel periodo dal Ministero della Salute di Gaza, che parlava di poco più di 49 mila decessi.

Il rapporto afferma che tra il 3 e il 4% della popolazione della Striscia sarebbe stato ucciso in modo violento entro l’inizio del 2025. Gli autori precisano che l’indagine non copre gli eventi successivi a gennaio 2025 e che quindi non include le vittime registrate dopo tale data. Secondo le autorità sanitarie locali, il bilancio complessivo attuale supererebbe le 72 mila vittime.

Lo studio evidenzia inoltre che, mentre il numero totale dei morti sarebbe stato sottostimato a causa del collasso del sistema sanitario e delle difficoltà di registrazione durante il genocidio, la composizione demografica delle vittime – donne, bambini e anziani – risulterebbe coerente con i dati forniti dal Ministero della Salute di Gaza. Gli autori parlano di “prove combinate” che indicano un allineamento tra la distribuzione per età e genere delle vittime e i rapporti ufficiali, pur in presenza di limiti strutturali nella raccolta dei dati.

Già nel 2024, la stessa rivista aveva ipotizzato che, includendo anche i decessi indiretti – dovuti a fame, malattie e distruzione delle infrastrutture sanitarie – il numero totale delle vittime potesse collocarsi in una forbice molto più ampia, tra 149 mila e 598 mila persone. In una successiva corrispondenza, si parlava di circa tre milioni di “anni di vita persi, un indicatore che misura il totale degli anni che le persone uccise avrebbero potuto vivere in assenza di morte prematura.

Parallelamente, un’inchiesta di Al Jazeera ha riportato accuse sull’uso di armi termobariche e ad alto potenziale distruttivo nel genocidio. Dopo l’accordo di cessate il fuoco dell’ottobre 2025, le autorità di Gaza hanno denunciato ulteriori centinaia di vittime, sostenendo che le violenze non si siano fermate.