Sudan, raid Rsf sull’ospedale di al-Mazmoum nel Sennar, almeno 3 morti e 7 feriti, medici: "Violazione del diritto internazionale"
"Colpire strutture sanitarie costituisce una palese violazione delle leggi internazionali che vietano attacchi contro centri medici e personale sanitario", si legge nella nota del Sudan Doctors Netwtork. Le vittime sarebbero civili e personale sanitario, non obiettivi militari
Un attacco delle Forze di Supporto Rapido (Rsf) ha colpito l’ospedale di al-Mazmoum, nello Stato sud-orientale di Sennar, in Sudan. A riferirlo nelle prime ore di oggi è stata la Sudan Doctors Network, secondo cui un drone delle milizie paramilitari avrebbe centrato la struttura nella serata di ieri, provocando almeno tre morti e sette feriti, tra cui un operatore sanitario.
«Colpire strutture sanitarie costituisce una palese violazione delle leggi internazionali che vietano attacchi contro centri medici e personale sanitario», si legge nella nota diffusa dalla rete dei medici. Le vittime sarebbero civili e personale sanitario, non obiettivi militari. Il bilancio, tuttavia, è ancora provvisorio e si teme possa aggravarsi nelle prossime ore.
Sudan, raid Rsf sull’ospedale di al-Mazmoum nel Sennar, almeno 3 morti e 7 feriti, medici: "Violazione del diritto internazionale"
Le Rsf non hanno rilasciato commenti sull’accaduto. In passato, le autorità sudanesi e diverse organizzazioni per i diritti umani avevano già accusato il gruppo paramilitare di colpire infrastrutture civili. Le milizie hanno respinto genericamente le accuse, sostenendo di “lavorare per proteggere i civili”, ma senza entrare nel merito dei singoli episodi.
Il 10 febbraio l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) aveva lanciato un nuovo allarme, segnalando che il sistema sanitario sudanese è tornato sotto attacco dopo che tre strutture nello Stato del Kordofan meridionale erano state colpite nella prima settimana del mese.
Dall’ottobre 2025 violenti combattimenti interessano i due Stati del Kordofan — Nord e Sud — mentre prosegue il conflitto tra l’esercito regolare sudanese (saf) e le Rsf, in corso dall’aprile 2023 a causa delle divergenze sull’integrazione dei due corpi armati. La guerra ha innescato una delle più gravi crisi alimentari al mondo, provocato decine di migliaia di morti e costretto circa 13 milioni di persone a lasciare le proprie case.
In questo contesto, ogni ospedale distrutto o danneggiato non rappresenta solo un danno materiale, ma una condanna per migliaia di civili che restano senza cure, medicinali e personale sanitario.