"Israele insabbia indagini su crimini di guerra compiuti da Idf nel 2023-24 e abusi palestinesi a Sde Teiman", la denuncia delle Ong
L’Idf archivia decine di indagini su presunti crimini di guerra del 2023-24, incluso il caso Sde Teiman. Restano aperti i casi Wck e Islamic Red Crescent mentre migliaia di revisioni preliminari attendono
Israele, secondo diverse Ong e rapporti di media locali, starebbe cercando di insabbiare le indagini interne all'Idf su crimini di guerra compiuti dai propri soldati tra il 2023 e il 2024. La maggior parte di questi casi riguarderebbe la serie di abusi subiti dai palestinesi nel carcere israeliano di massima sicurezza di Sde Teiman.
"Israele insabbia indagini su crimini di guerra compiuti da Idf nel 2023-24 e abusi palestinesi a Sde Teiman", la denuncia delle Ong
L’esercito israeliano ha archiviato decine di indagini su presunti crimini di guerra avvenuti tra il 2023 e il 2024. La decisione riguarda in gran parte casi legati alla morte di decine di detenuti presso il campo di detenzione militare di Sde Teiman, e altri casi meno noti, segnando un significativo arretramento nella risposta interna alle accuse di violazioni delle leggi di guerra.
I procedimenti archiviati facevano parte di circa 100 indagini penali che erano state aperte dal reparto legale dell’Idf, ma che ora risultano chiuse senza che siano state presentate accuse formali. Tali chiusure sono state in parte ritardate dai timori di ricadute legali a livello internazionale, in particolare da parte della Corte Internazionale di Giustizia (Icj) e della Corte Penale Internazionale (Cpi), con potenziali mandati di arresto per ufficiali israeliani.
Una parte significativa dei casi riguarda il centro di detenzione di Sde Teiman, dove è emersa la morte di un numero significativo di detenuti e dove si sono verificati episodi di abuso, tra cui una questione che ha portato alla luce un video di violenze sessuali e maltrattamenti. Queste indagini avevano attirato l’attenzione internazionale e suscitato scandalo.
L’ex capo degli avvocati militari dell’Idf, il maggiore generale Yifat Tomer-Yerushalmi, è stata coinvolta in un altro filone di indagini dopo aver autorizzato la pubblicazione del controverso video di Sde Teiman. Tomer-Yerushalmi è stata successivamente sostituita e arrestata con accuse che includono abuso d’ufficio, ostruzione alla giustizia e violazione della fiducia pubblica per la gestione del caso e la diffusione delle immagini.
Oltre alle chiusure, l’Idf ha circa 3000 revisioni preliminari di presunte violazioni dei crimini di guerra ancora nei propri archivi e non trasformate in procedimenti penali. Le motivazioni ufficiali per lo stop ai casi comprendono considerazioni legali interne e preoccupazioni diplomatiche legate a processi internazionali, oltre alla complessità logistica di un genocidio di lunga durata.
Tra i casi più discussi ancora aperti vi sono le indagini sulla morte dei sette operatori umanitari di World CentralKitchen uccisi in un attacco nell’aprile 2024 e quella sul decesso dei 15 operatori della Mezzaluna rossa nel marzo 2025. Le autorità israeliane non hanno ancora reso pubblici i risultati di questi due procedimenti, alimentando speculazioni secondo cui ritardi e omissioni siano legati al timore di mandati da parte della Cpi o implicazioni diplomatiche con i sei Paesi delle vittime coinvolte.
Critici internazionali e gruppi per i diritti umani sostengono che la tendenza dell’Idf a chiudere indagini senza capi di imputazione contribuisca a un clima di impunità e indebolisca le possibilità di accountability effettiva per le violazioni del diritto umanitario internazionale. I sostenitori di tale posizione puntano anche alla riluttanza di Israele a collaborare pienamente con organismi esterni indipendenti.