Scaduto trattato New Start fra Russia e Usa su limitazioni ad arsenali nucleari, Trump: "Cerchiamo accordo migliore, no a proroga"

Scade il New Start e salta l’ultimo pilastro del controllo nucleare: tra sfiducia, Cina fuori dai negoziati e accordi informali, il mondo torna più vicino alla corsa agli armamenti

Giovedì 5 febbraio è ufficialmente scaduto il trattato New Start fra Russia e Stati Uniti, che dava limitazioni precise sugli arsenali nucleari delle due superpotenze, evitando la proliferazione atomica. Il presidente americano Donald Trump ha scartato la possibilità di una proroga di sei mesi del vecchio trattato, affermando che starebbero cercando "un accordo migliore".

Scaduto trattato New Start fra Russia e Usa su limitazioni ad arsenali nucleari, Trump: "Cerchiamo accordo migliore, no a proroga"

Con la scadenza del trattato New Start il 5 febbraio, il pianeta si ritrova per la prima volta da oltre mezzo secolo senza un quadro giuridicamente vincolante che limiti gli arsenali nucleari strategici delle due maggiori potenze atomiche, Stati Uniti e Russia. Mosca ha dichiarato di non sentirsi più vincolata da alcun obbligo derivante dall’accordo, pur assicurando – per bocca del presidente Vladimir Putin – che agirà in modo “ponderato e responsabile”.

Il New Start, firmato a Praga nel 2010 da Barack Obama e Dmitry Medvedev e prorogato nel 2021, rappresentava l’ultimo pilastro del sistema di controllo degli armamenti costruito durante la Guerra Fredda. Prevedeva limiti stringenti1550 testate nucleari e 700 vettori strategici – ma soprattutto un articolato meccanismo di ispezioni, scambio di dati e notifiche, fondamentale per ridurre il rischio di incidenti e incomprensioni.

Già prima della scadenza, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov aveva avvertito che il mondo sarebbe entrato in una fase “più pericolosa di prima”, proprio perché priva di regole condivise. Un timore condiviso da numerosi analisti, secondo cui la fine del trattato non è un evento isolato, ma il riflesso di una crisi profonda della fiducia strategica tra Washington e Mosca.

Negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha escluso una semplice proroga, definendo il New Start “un accordo mal negoziato”, e ha ribadito la necessità di un trattato “migliore e modernizzato”, che includa anche la Cina. Una posizione sostenuta dal segretario di Stato Marco Rubio, ma respinta da Pechino, che considera il proprio arsenale su una scala incomparabile rispetto a quello russo e statunitense.

Nel frattempo, secondo indiscrezioni, Washington e Mosca starebbero valutando un accordo informale e non vincolante per continuare a rispettare temporaneamente i limiti del New Start. Una soluzione fragile, priva di garanzie legali, utile solo a guadagnare tempo.

L’appello più netto è arrivato da papa Leone, che ha invitato le potenze nucleari a non lasciare cadere questo strumento senza un seguito concreto. Ma senza un nuovo accordo, il rischio evocato dagli esperti è chiaro: una nuova corsa agli armamenti, più opaca e instabile di quella del passato.