Iran, ultimatum di Trump a Khamenei: “Sedetevi al tavolo e negoziate, no armi nucleari, non fate accadere nuovo attacco, sarà molto peggiore”
Il viceministro degli Esteri per gli Affari Legali, Kazem Gharibabadi, ha respinto le intimidazioni americane, ribadendo che l’Iran non arretrerà di fronte a pressioni o attacchi: "Se l'Iran verrà attaccato, infliggeremo duri colpi agli americani, in particolare alle loro basi militari regionali"
Donald Trump ha lanciato un ultimatum all’Iran e alla guida suprema Ali Khamenei. Washington pretende un “immediato ritorno al tavolo delle trattative e la rinuncia totale al nucleare militare”. In caso contrario, avverte Trump, gli Stati Uniti sono pronti a colpire ancora. Un nuovo attacco, però, sarebbe “di gran lunga più devastante del precedente”.
Iran, ultimatum di Trump a Khamenei: “Sedetevi al tavolo e negoziate, no armi nucleari, non fate accadere nuovo attacco, sarà molto peggiore”
Il presidente americano Donald Trump ha affidato a Truth un ultimatum rivolto alla leadership di Teheran. Al centro dell’avvertimento, il dossier nucleare e la minaccia di nuove operazioni militari statunitensi.
"Speriamo che l'Iran si sieda rapidamente al tavolo delle trattative e negozi un accordo giusto ed equo - NIENTE ARMI NUCLEARI - che sia vantaggioso per tutte le parti. Il tempo stringe, è davvero essenziale! Come ho già detto all'Iran una volta, FATE UN ACCORDO!". A dichiararlo è stato Donald Trump in un post su Truth.
Il presidente Usa ha poi ricordato le conseguenze del mancato accordo, facendo esplicito riferimento all’azione militare condotta nei mesi scorsi. "Non l'hanno fatto e c'è stata 'l'Operazione Martello di Mezzanotte' (a giugno 2025, ndr), una massiccia distruzione dell'Iran. Il prossimo attacco sarà molto peggiore! Non fatelo accadere di nuovo".
Una minaccia che ha provocato la dura reazione di Teheran. Il viceministro degli Esteri per gli Affari Legali, Kazem Gharibabadi, ha respinto le intimidazioni americane, ribadendo che l’Iran non arretrerà di fronte a pressioni o attacchi.
"Non stiamo cercando una guerra, ma in caso di qualsiasi mossa o attacco stupido da parte degli Stati Uniti, siamo pronti a rispondere con decisione per difendere il nostro Paese". Lo ha dichiarato Gharibabadi, aggiungendo: "Se l'Iran verrà attaccato, infliggeremo duri colpi agli americani, in particolare alle loro basi militari regionali".
Secondo il viceministro, un conflitto non resterebbe limitato a Washington e Teheran. "Non sarà una guerra solo tra Iran e Stati Uniti, ma i suoi effetti saranno così vasti e pesanti che non potranno essere controllati", ha affermato durante un incontro con i media stranieri.
Gharibabadi ha infine chiarito che le dichiarazioni iraniane non rappresentano una strategia di deterrenza verbale. "Questa è una vera posizione dell'Iran, non un bluff", ha sottolineato. "Gli Stati Uniti e Israele sanno che un altro attacco non sarà così facile e pensano alle sue conseguenze a livello regionale e internazionale, e anche al fatto che la risposta dell'Iran non si limiterà agli Stati Uniti e potrebbe essere vasta", ha detto, aggiungendo: "Anche se volessero sferrare un attacco limitato all'Iran, la nostra risposta non sarà 'proporzionata' all'attacco, ma sarà una risposta 'adeguata', tanto che non possono nemmeno immaginarlo".