"Attacco Usa in Iran sempre più vicino", droni e aerei tanker in ricognizione su confini iraniani e Golfo, base americana in Qatar evacuata - RUMORS

Voli di droni Usa vicino all’Iran e evacuazioni dalla base di Al Udeid in Qatar indicano una crescente preparazione militare di Washington verso un possibile attacco, come anticipato da Il Giornale d'Italia

Secondo diversi fonti del deepstate e osservatori internazionali, un attacco statunitense sull'Iran sarebbe "sempre più vicino", come anticipato da Il Giornale d'Italia. A dare forza a questa tesi, diversi segnali provenienti da tutto il mondo. Dopo l'invito di ieri di Canada e Usa ai propri cittadini di lasciare subito Teheran e il ritiro del personale non essenziale dall'ambasciata francese in Iran, altri elementi si stanno unendo al quadro. Fra questi, la ricognizione da parte di droni americani lungo tutti i confini iraniani, ma anche la presenza di aerei tanker Usa sul Golfo. Inoltre, il presidente Donald Trump ha invitato i soldati statunitensi a evacuare la loro base in Qatar.

"Attacco Usa in Iran sempre più vicino", droni e aerei tanker in ricognizione su confini iraniani e Golfo, base americana in Qatar evacuata - RUMORS

I segnali di una possibile escalation militare tra Stati Uniti e Iran si moltiplicano nel Golfo Persico. Nelle ultime ore, un drone da ricognizione della Marina statunitense MQ-4C Triton ha condotto una missione prolungata lungo i confini iraniani, sorvolando le acque del Golfo Persico e del Golfo dell’Oman. I dati di volo in tempo reale indicano che il velivolo è decollato da una base statunitense negli Emirati Arabi Uniti e ha pattugliato a lungo aree prossime allo spazio aereo iraniano.

Il MQ-4C Triton è uno dei più avanzati sistemi di sorveglianza aerea degli Stati Uniti, progettato per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione a lungo raggio. Il suo impiego in prossimità dell’Iran viene interpretato da analisti militari come un chiaro segnale di preparazione operativa e di raccolta intensiva di informazioni strategiche.

Parallelamente, altre piattaforme militari statunitensi sono state attive nella regione. Un aereo da trasporto C-130J Hercules e un velivolo cisterna KC-135R Stratotanker hanno operato dallo spazio aereo del Qatar sopra il Golfo, rafforzando l’impressione di un aumento coordinato delle attività logistiche e di supporto. La presenza simultanea di mezzi di ricognizione, trasporto e rifornimento in volo suggerisce uno scenario di elevata prontezza militare.

A rendere il quadro ancora più teso è la notizia, riportata da Reuters citando tre diplomatici, secondo cui parte del personale sarebbe stata invitata a lasciare entro mercoledì sera la base aerea di Al Udeid, in Qatar. La struttura è la più grande base statunitense in Medio Oriente e ospita circa 10mila militari. L’ambasciata statunitense a Doha non ha rilasciato commenti immediati, ma l’evacuazione parziale viene letta come una misura preventiva in vista di possibili sviluppi militari.

Non è la prima volta che Washington adotta simili precauzioni. In vista dei raid aerei statunitensi contro l’Iran avvenuti nel giugno scorso, parte del personale era già stato temporaneamente spostato da basi americane nella regione. La ripetizione di questo schema rafforza l’idea che gli Stati Uniti stiano valutando seriamente un nuovo intervento.

Droni da ricognizione, intensa attività aerea e movimenti di personale delineano così una linea sempre più chiara: Washington sembra prepararsi a un possibile attacco contro Teheran, mentre la tensione regionale raggiunge livelli critici.