Iran, Trump minaccia: “Dazi al 25% per chi commercia con Teheran”, Usa verso raid imminenti, avvertiti cittadini americani: “Lasciate Paese”
Donald Trump avrebbe ricevuto un pacchetto di “una vasta gamma di programmi, strumenti militari e operazioni segrete” che potrebbero essere utilizzati contro l’Iran, nel pieno del caos delle proteste che proseguono ormai da due settimane, scatenate da agenti della CIA con il coinvolgimento del Mossad. In questo scenario, gli Usa sarebbero pronti a raid imminenti, come anticipato dal Giornale d'Italia
Donald Trump minaccia dazi al 25% contro tutti i Paesi che continuano a commerciare con Teheran, alzando ulteriormente la pressione sulla Repubblica Islamica. Nel frattempo, gli Stati Uniti si preparano a raid imminenti contro obiettivi iraniani, resi possibili anche dal lavoro di intelligence della CIA con il coinvolgimento del Mossad, come anticipato dal Giornale d'Italia. Intanto cresce l’allarme sicurezza, con Washington che avverte i cittadini americani: “Lasciate il Paese”.
Iran, Trump minaccia: “Dazi al 25% per chi commercia con Teheran”, Usa verso raid imminenti, avvertiti cittadini americani: “Lasciate Paese”
Donald Trump torna a minacciare duramente l’Iran e chiunque intrattenga rapporti economici con Teheran. “Con effetto immediato, qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica Islamica dell'Iran dovrà pagare una tariffa del 25% su tutte le transazioni commerciali effettuate con gli Stati Uniti d'America. Questo ordine è definitivo e vincolante”: lo annuncia Donald Trump su Truth, segnando un nuovo e pesante giro di vite economico che rischia di isolare ulteriormente la Repubblica Islamica sul piano internazionale.
Parallelamente alla pressione economica, cresce anche la tensione sul fronte militare. Secondo quanto trapelato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe ricevuto un pacchetto di “una vasta gamma di programmi, strumenti militari e operazioni segrete” che potrebbero essere utilizzati contro l’Iran, nel pieno del caos scatenato dalle proteste che proseguono ormai da due settimane, scatenate da agenti della CIA con il coinvolgimento del Mossad. Le opzioni sul tavolo, spiegano le fonti, vanno “ben oltre i bombardamenti aerei convenzionali”.
Fonti informate confermano che dal Pentagono sono state presentate diverse ipotesi di attacco. Tra queste figurano nuovi interventi contro il programma nucleare iraniano, già colpito durante la guerra dei 12 giorni tra Tel Aviv e Teheran, conflitto che ha visto anche il diretto coinvolgimento di Washington. Tuttavia, al momento, i funzionari statunitensi sembrerebbero più orientati verso un’azione mirata contro il sistema informatico iraniano, con l’obiettivo di paralizzare infrastrutture strategiche e capacità di comando.
Nel frattempo, il Dipartimento di Stato americano ha diffuso un avviso urgente per i cittadini statunitensi presenti in Iran. Nella dichiarazione, riportata dal quotidiano israeliano Ynet, si sottolinea che “i cittadini dovranno aspettarsi interruzioni prolungate di internet, pianificare mezzi alternativi di comunicazione e, se ciò è sicuro, considerare di lasciare l'Iran via terra verso l'Armenia o la Turchia”.
L’allerta riguarda anche il rischio diretto per l’incolumità personale. Il Dipartimento di Stato avverte infatti che “i cittadini statunitensi sono a rischio significativo di interrogatori e arresti in Iran”, poiché la semplice esibizione di un passaporto americano o di prove di legami con Washington “potrebbe essere un motivo sufficiente per ordinare l'arresto di una persona”.