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Dalla dottrina Monroe al corollario Trump come il Presidente degli Stati Uniti giustifica l'intervento degli USA in Venezuela per governare l'emisfero Occidentale

La Dottrina Monroe concetto chiave per capire le complesse dinamiche geopolitiche dell'America Latina e l'aspirazione degli Stati Uniti come potenza globale

03 Gennaio 2026

Dalla dottrina Monroe al corollario Trump  come il Presidente degli Stati Uniti giustifica l'intervento degli USA in Venezuela  per governare l'emisfero Occidentale

Dalla dottrina Monroe al corollario Trump come il Presidente degli Stati Uniti giustifica l'intervento degli USA in Venezuela per governare l'emisfero Occidentale.

Il presidente Trump ha giustificato l'intervento americano utilizzando la dottrina Monroe. Tale storica Dottrina Monroe del 1823 sancisce, fin dai primi anni del XIX secolo, il diritto degli Stati Uniti di escludere potenze esterne dall’Emisfero Occidentale e di esercitarvi un’egemonia. Inizialmente la dottrina era stata concepita in chiave difensiva per prevenire nuove colonizzazioni europee nel continente americano. Questa dottrina ricevette una potente espansione nel 1904 attraverso il cosiddetto Corollario Roosevelt, che legittimava gli interventi USA in caso di instabilità o “cronici malfunzionamenti” nel continente americano. L’obiettivo era allora prevenire ingerenze europee, come quelle contro il Venezuela durante la crisi 1902-1903 per debiti non pagati, o le richieste di risarcimento alla Repubblica Dominicana da parte delle medesime potenze.

Tale corollario ha trovato ampia applicazione da parte degli Stati Uniti nel corso dell’intero XX secolo, fornendo la giustificazione per una lunga serie di interventi – diretti e indiretti, militari ed economici – in Centro e Sud America, volti a destabilizzare e rovesciare regimi non allineati con la politica nordamericana.

L'attuale presidente americano ha ulteriormente ampliato la storica dottrina emanando il cosiddetto Corollario Trump, inserendolo nel documento di sicurezza nazionale di pochi giorni fa.

Il corollario Trump, tutto incentrato sull’affermazione che "la leadership americana è più forte che mai",  recita:

"Dopo anni di abbandono, gli Stati Uniti riaffermeranno e applicheranno la Dottrina Monroe per ripristinare la preminenza americana nell’Emisfero Occidentale e per proteggere la nostra patria e il nostro accesso a aree geografiche chiave in tutta la regione. Negheremo ai concorrenti esterni all’Emisfero la possibilità di schierare forze o altre risorse pericolose, di possedere o controllare risorse strategicamente vitali nel nostro emisfero. I nostri obiettivi per l’emisfero occidentale possono essere riassunti come “ottenere appoggi” (enlist) ed “espandersi” (expand). Otterremo appoggio da amici consolidati nell’emisfero per controllare le migrazioni, fermare i flussi di droga e rafforzare la stabilità e la sicurezza sulla terraferma e in mare. Ci espanderemo coltivando e rafforzando nuovi partner, rafforzando al contempo l’attrattività della nostra nazione in quanto partner di riferimento sul piano economico e per la sicurezza nell’Emisfero".

Rapporti Usa- Venezuela

Nel 1977, Hugo Chávez, ufficiale paracadutista venezuelano, fonda l’Esercito Popolare di Liberazione del Venezuela con un'intento ostile all’azione nordamericana in America Latina e  rifacendosi alle affermazioni di Simon Bolìvar 

Nel 1999  Hugo Chávez viene eletto presidente e lancia la Rivoluzione Bolivariana. Le sue prime mosse per riscrivere la Costituzione e successivamente per nazionalizzare il settore petrolifero mettono Venezuela e Stati Uniti in difficili rapporti. Chávez invece rafforza i legami con Russia, Cina e Iran. Espelle ONG e diplomatici sostenuti dagli Stati Uniti e accusa Washington di tentativi di destabilizzazione. Gli Stati Uniti  e molti paesi occidentali criticano il Venezuela bolivarista accusandolo di “autoritarismo” e restrizioni sui media.  Il governo di Chávez amplia i programmi sociali, finanziati dagli alti prezzi del petrolio, ottenendo il consenso delle forze armate tranne quello degli alti ufficiali formatisi ideologicamente e tecnicamente negli Usa.

Nel 2002 un colpo di Stato, cui partecipa attivamente  Machado, depone Chávez per sole 47. Il golpe fallisce a causa del sostegno popolare a Chávez. Il Venezuela accusa gli Stati Uniti di aver promosso e sostenuto il complotto, accusa che Washington che respinge.

Nel 2003 Hugo Chávez e Fidel Castro fondano il Frente Francisco de Miranda, movimento socialista, bolivarista e antimperialista che promuove il “potere popolare” tra i più poveri con istruzione, assistenza medica, sociale e attività ricreative.

Nel 2004 Chávez proclama ufficialmente la Repubblica Bolivarista al Giardino Botanico di Caracas.

Nel 2013, dopo la morte di Chávez, Nicolás Maduro, suo vice storico, vince le elezioni presidenziali.

Nel 2014 l’opposizione antichavista lancia la violenta “La Salida”, guidata da Voluntad Popular e María Corina Machado.

Nel 2015 Barack Obama emette un ordine esecutivo dichiarando il Venezuela “minaccia insolita” agli USA. Vengono emanate sanzioni contro il Venezuela. Le sanzioni americane aggravano crisi economica creando carenze di cibo e medicinali. L'inflazione sale alle stelle e aumenta l'emigrazione

Nel 2017 le opposizioni tornano in piazza in maniera violenta e più di 100 persone rimangono uccise negli scontri. Maduro convoca l'Assemblea Nazionale Costituente. Al voto si recano le persone di ogni ceto sociale. Gli USA bloccano l'accesso del Venezuela ai propri mercati finanziari portando al crollo dell'economia venezuelana. In questo scenario si intensificano le sanzioni USA all'importazioni di petrolio venezuelano.

Nel 2018 Maduro viene rieletto ma la sua vittoria viene contestata dall’opposizione; questo porta a una ennesima crisi.

Nel gennaio 2019 Trump impone l'embargo totale sulla base delle violazioni dei diritti umani e dell'usurpazione del potere da parte di Maduro.

Nello stesso 2019 Guaidó, leader dell'opposizione, si autoproclama “presidente ad interim” con il riconoscimento degli USA e di molti suoi alleati.

Il 23 febbraio 2019 con il  pretesto  di portare aiuti umanitari dalla Colombia scoppiano feroci scontri tra i sostenitori di Maduro e i guarimberos venezuelani. Il pretesto di portare aiuti umanitari è disconosciuto dalla Croce Rossa e dall'ONU, infatti Washington e  i Contras stavano tentando di dare una striscia di territorio venezuelano a Guaidò. Machado ha un ruolo attivo nel tentativo di destabilizzare il governo di Maduro. Aumentano le sanzioni di Washington sul settore petrolifero, aurifero, minerario e bancario.

Nel 2020  con l’Operación Gedeón alcuni mercenari tentano di introdursi in Venezuela per destabilizzare il regime di Maduro.

Nel 2024 Maduro vince le presidenziali contro Edmundo González ma i risultati sono contestati dall’opposizione e criticati dall’ONU ma validati da 910 osservatori internazionali. Antony Blinke, Segretario di Stato americano parla di “prove schiaccianti” a favore della vittoria di González.

Il 10 gennaio 2025 Maduro presta giuramento al terzo mandato, anche se respinto dagli USA per frodi elettorali.

A gennaio 2025 Trump revoca il TPS, lo status di protezione temporanea a 600mila venezuelani residenti negli USA.

Il 20 febbraio 2025 Tren de Aragua (gang venezuelana) viene definita “organizzazione terroristica straniera” da Trump.

Il 21 febbraio 2025 Caracas accetta di coordinarsi con gli Usa per le deportazioni disposte da Trump.

Il 26 febbraio Trump annulla le concessioni petrolifere autorizzate da Biden al Venezuela.

Il 24 marzo il presidente americano impone dazi del 25% su chi compra petrolio dal Venezuela.

L'8 agosto del 2025 viene raddoppiata la ricompensa per l'arresto di Maduro da parte degli Usa, designandolo come "leader terrorista globale".

Tra settembre e novembre del 2025, dopo la campagna anti-narcotici del 2 settembre, 21 attacchi USA a imbarcazioni civili uccidono oltre 83 persone. 

Il 7 ottobre Maduro denuncia un tentativo di azione terrorista che aveva come obiettivo l'Ambasciata Usa a Caracas per incolpare ingiustamente i chavisti e giustificare un'intervento americano.

Il 15 ottobre Trump autorizza la CIA a operazioni segrete in Venezuela.

Il 28 ottobre il Venezuela sospende l’accordo sul gas con Trinidad e Tobago dopo una visita di una nave da guerra statunitense in quello stato.

Nell'ottobre del 2025 Machado dedica a Trump il suo premio Nobel per la Pace. Il partito della Machado sostiene l'azione militare israeliana nella striscia di Gaza e appoggia il partito Netanyahu.

Il 12 novembre iniziano le esercitazioni  militari di difesa nazionale da parte del Venezuela.

Il 14 novembre gli USA annunciano la missione Southern Spear, già attiva da gennaio.

Il 16 novembre  arriva la USS Gerald R. Ford con una flotta massiccia nel Mar dei Caraibi.

Il 22  novembre la FAA USA emette un'avviso per “rischi militari” nello spazio aereo venezuelano, bloccando così tutti i voli verso quel Paese.

A novembre Trump pubblica la National Security Strategy of the USA che riafferma e applica la Dottrina Monroe aggiungendo il “Corollario Trump” 

Il 2 dicembre il giudice Stark approva la vendita della raffineria venezuelana CIRGO e stabilisce che i proventi delle vendita delle azioni risarciranno le compagnie petrolifere USA delle nazionalizzazioni venezuelane.

Il 10 dicembre gli USA sequestrano la  petroliera Skipper con 1,8 milioni di barili di greggio prima che questa scaricasse i barili su una nave diretta a Cuba.

Il 18 dicembre la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti respinge l'autorizzazione ad un'azione militare di Trump contro il Venezuela.

Il 20 dicembre viene sequestrata una seconda petroliera con greggio venezuelano.

Il 30 dicembre la rete statunitense CNN rivela  l'attacco  della CIA con un drone in un  porto venezuelano. Il Presidente Trump annuncia l'attacco in una conferenza stampa con Netanyahu affermando che l'esplosione è avvenuta un su un molo dove viene caricata droga sulle imbarcazioni.

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