Ucraina, piano di pace scricchiola dopo "raid ucraino" su casa Putin, Mosca: "Irrigidiremo il nostro approccio", Kiev: "Nessuna prova dell'attacco"
Alle 11 di oggi, ora italiana, i leader europei torneranno a riunirsi per discutere della situazione bellica in Ucraina. Sul tavolo anche il recente "attacco terroristico ucraino" contro la residenza putiniana a Novgorod. Ministro Esteri ucraino Andrii Sybiha: "Mosca non ha fornito prove per incolparci, è la solita tattica distintiva russa"
A seguito del grave "attacco ucraino" contro la residenza di Putin, Mosca è pronta ad un "irrigidimento della posizione negoziale" mentre, sul campo di guerra, "i militari sanno come, con cosa e quando rispondere". A dichiararlo è il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, facendo eco al duro commento rilasciato ieri da Sergei Lavrov dopo l'"attentato" alla residenza dello zar.
Ucraina, piano di pace scricchiola dopo "raid ucraino" su casa Putin, Mosca: "Irrigidiremo il nostro approccio", Kiev: "Nessuna prova dell'attacco"
Se si era aperto uno spiraglio di luce per la fine dei negoziati e la stipula, "entro un paio di settimane", di un accordo definitivo alla pace con il bilaterale di ieri fra Trump e Putin, oggi la narrazione diplomatica cambia. A scatenare nuovamente lo stallo nei progressi diplomatici è stato quel massiccio attacco con 91 droni a lungo raggio che l'Ucraina - secondo Mosca - avrebbe sferrato contro la residenza presidenziale dello zar situata sul lago Valdai, nella regione di Novgorod a nord-ovest della Russia. L'attacco, avvenuto meno di 24 ore dopo l'incontro Trump-Zelensky, è tornato a decelerare gli sforzi complessivi, facendo scricchiolare sul nascere l'accordo definito "molto vicino".
La prima reazione è stata quella del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, che avvertendo di una proporzionata risposta al raid "ucraino", ha spiegato come la Russia, dopo il fatto, sia pronta a "rivedere la sua posizione negoziale". Recuperando quello che i vertici russi hanno così definito un "attacco terroristico" motivato alla luce del "definitivo passaggio del regime di Kiev alla politica del terrorismo di Stato", oggi Dmitrij Peskov ha annunciato un "irrigidimento della posizione russa" nelle trattative di pace, che comunque Mosca porterà avanti "con gli Stati Uniti".
Kiev, da parte sua, ha nettamente respinto le accuse, non solo definendola "tipica menzogna russa" elaborata a tavolino per "minare la diplomazia", ma sostenendo che non vi sia "prova plausibile" alcuna a sostegno delle incriminazioni del Cremlino. "È passato quasi un giorno - ha comunicato Andrii Sybiha, ministro degli Esteri ucraino - e la Russia non ha ancora fornito alcuna prova plausibile alle sue accuse di presunto 'attacco ucraino alla residenza di Putin'. E non lo farà. Perché non ce ne sono. Nessun attacco del genere è mai avvenuto". "Invitiamo tutti gli Stati ad agire responsabilmente e ad astenersi dal rispondere ad affermazioni non verificate, poiché questo compromette il costruttivo processo di pace che di recente sta facendo passi avanti" ha concluso Sybiha bollando le menzogne russe come una "ormai nota tattica distintiva".
La situazione si è ulteriormente complicata: Trump, subito informato, si è detto più o meno "scioccato" di quanto accaduto, mentre stamattina il premier indiano Narendra Modi ha commentato il fatto richiamando alla "concentrazione sugli sforzi di pace". Intanto, alle 11 di oggi (ora italiana) è iniziata la riunione dei leader europei per continuare a parlare della guerra in Ucraina.