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Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Il genocidio di Gaza ridotto a una questione terminologica: oltre 40mila morti e Liliana Segre la chiama legittima difesa

Una riflessione sull'intervista rilasciata al Corriere della Sera dalla Senatrice a vita

30 Novembre 2024

“E’ ironico che proprio per mezzo del linguaggio un uomo possa degradare se stesso sotto il livello di coloro che non hanno linguaggio” (Søren Kierkegaard).

La morte di 40.000 esseri umani ridotta a una disquisizione terminologica. La distruzione della Striscia di Gaza - abitata da due milioni e mezzo di esseri umani – trattata come una legittima difesa per l’attacco del 7 ottobre.

Le dichiarazioni aberranti di Benjamin Netanyahu ignorate completamente.

Ci sono prese di posizione che è possibile commentare. Poi ci sono prese di posizione che sono incommentabili.

No, non scenderò al livello subumano di coloro che non hanno linguaggio.

Ragionare con persone che si sono degradate fino al punto di non mostrare compassione per l’immane tragedia di Gaza è inutile.

Sono un giurista, ma non cadrò nella trappola di trasformare la tragedia in una disputa tra azzeccagarbugli.

Ma, francamente, quale titolo ha il migliore dei giuristi per sottilizzare sulla tipologia di reato commesso davanti a 40.000 vittime?

La Corte Penale Internazionale è un organismo politico, l’ho ripetuto fino alla nausea: me ne frego del mandato di arresto emesso contro Benjamin Netanyahu come me ne frego di quello emesso contro Vladimir Putin.

Il punto non è come un giudice qualifichi un reato.

Il punto è che lo Stato d’Israele ha commesso il più orrendo crimine di questo Secolo: chiamatelo pure come volete.

Se non vi vergognate per come l’uomo si sia degradato – molto al di sotto del livello di coloro che non hanno linguaggio – significa che siete privi di compassione.

La compassione, il più nobile dei sentimenti. L’osceno spettacolo offerto al mondo dall’esercito dello Stato d’Israele ha fatto nascere in me un’immensa compassione per la sorte delle vittime. Come scrisse Vasilij Grossman: “Hanno tolto le briglie all’odio e ne è nata la compassione”.

Restare umani è un imperativo categorico. Avere il cattivo gusto di disquisire per sminuire è demoniaco.

di Alfredo Tocchi, Il Giornale d’Italia, 30 novembre 2024

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