05 Maggio 2022
Zelensky ci ripensa e invita a Kiev Scholz e Steinmeier. Il presidente ucraino fa marcia indietro, anzi ne fa due: per resistere all'avanzata russa l'ex comico ha intuito che il supporto tedesco è essenziale, per questo ha deciso di ricucire con la Germania. Ed é proprio Berlino a far sapere che il cancelliere Olaf Scholz e il presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier hanno ricevuto l'invito a recarsi nella capitale ucraina. Le prove di disgelo sembrano aver dato i loro frutti.
Zelensky ha deposto l'ascia di guerra nei confronti di Berlino: solo qualche giorno fa l'ambasciatore ucraino Andrij Melnyk aveva rivolto il singolare epiteto di "salsiccia di fegato offesa" a Scholz, espressione gergale per dire che il socialdemocratico è una persona permaloso. Il cancelliere tedesco si era permesso di dire che opporre il rifiuto alla visita di un capo di Stato di un Paese alleato - come aveva fatto il governo di Kiev con Steinmeier - non era opportuno. È stato solo l'ultimo capitolo di un rapporto molto teso tra i due Paesi da quando è scoppiata la guerra in Ucraina.
Adesso però le due parti sembrano essersi riavvicinate e Zelensky ha fatto marcia indietro, invitando Scholz e Steinmeier a Kiev. Proprio con quest'ultimo, accusato di essere troppo vicino alla Russia in passato, il presidente ucraino ha avuto un colloquio telefonico "positivo, costruttivo e importante". "La leadership tedesca è importante per contrastare l'aggressione russa", ha scritto candidamente su Twitter.
Il cambio di rotta del presidente ucraino rispetto ai toni usati fin qui è totale: nel breve tweet ringrazia la Germania per "il forte sostegno" al Paese. Sono lontani i tempi in cui Zelensky si concedeva il lusso di bacchettare la Germania parlando in collegamento video col Bundestag per accusare un'intera nazione di privilegiare le questioni economiche, visti i forti legami tra Berlino e Mosca.
Atteggiamento comune a tutto il governo di Kiev, se si pensa che solo quattro giorni fa il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba aveva definito la reazione tedesca all'invasione russa "piuttosto esitante". E questo nonostante la Germania fornisca e fornirà armi pesanti ai resistenti, come molti Paesi Nato, Stati Uniti in primis. Una decisione storica per Berlino, che fino al 24 febbraio veniva definita da tutti una "potenza erbivora", ossia importante sul piano economico ma meno su quello militare. Evidentemente per l'Ucraina questa accelerazione è insufficiente.
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