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Kabul, Talebani: "Per le donne niente burqa e sì accesso all'istruzione"

I Talebani "assicurano" un Governo inclusivo e una maggiore apertura per le donne ma in pochi credono alle loro parole

17 Agosto 2021

Kabul, Talebani: "Per le donne niente burqa e sì accesso all'istruzione"

fonte: Pixabay

A soli due giorni dalla presa di Kabul, i Talebani "aprono" alle donne e promettono - almeno a parole - un Governo più inclusivo. I miliziani che hanno appena riconquistano l'Afghanistan annunciano l'amnistia per i funzionari statali - i quali dunque potranno tornare al lavoro - e per ragazze e adulte promettono: "Niente burqa". Aperte per queste ultime anche le porte dei ruoli istituzionali "ma nel rispetto delle regole della Sharia", ovvero la legge islamica.

Kabul, talebani: "Per le donne niente burqa e sì accesso all'istruzione"

Dopo la conquista di Kabul, gli occhi sono puntati su bambine e ragazze che, secondo molti, con il ritorno dopo vent'anni dei Talebani nel Paese saranno costrette a fare grandissimi passi indietro. Mentre madri e giovani si mostrano in lacrime sui social per quanto accaduto la scorsa domenica 15 agosto, i miliziani fanno sapere che esse "dovranno indossare l'hijab, ma non il burqa". Le ragazze inoltre "potranno accedere all'istruzione, compresa quella universitaria". Lo dice il portavoce Suhail Shaheen ai microfoni di Sky News. Tutto però sarà sotto il controllo e il dominio dei Talebani. Shaheen sostiene anche che "migliaia" di scuole continueranno a funzionare come al solito. Ma, nonostante le 'rassicurazioni', tutto il mondo rimane spaventato per la sorte di uomini, donne e bambini afgani.

Pochissimi infatti sono i cittadini che credono alle parole dei miliziani. Secondo la maggior parte della popolazione infatti la situazione crollerà ancora di più, nonostante le promesse del nuovo Governo. A proposito di quest'ultimo il membro della Commissione Cultura degli insorti Enamullah Samangani rassicura che "anche le donne potranno avere ruoli istituzionali ma secondo le regole della Sharia". Un'affermazione che lascia un po' di speranza a chi ha più paura e che sembra voler indicare una sorta di "apertura" che però, secondo diversi esperti internazionali, di fatto, non avverrà.

Mentre il caos continua a colpire il Paese, sale anche il numero dei morti e dei feriti gravi in Afghanistan. "Ieri 8 feriti in condizioni gravi sono stati ricoverati nel nostro ospedale, altri 9 erano già morti all'arrivo. Di questi 4 provenivano dall'aeroporto, dove si sono registrate sparatorie". Così parla Alberto Zanin, medical coordinator del Centro per feriti di guerra di Emergency a Kabul. "Nelle ultime 24 ore - aggiunge  - abbiamo ricevuto 63 persone: 46 hanno ricevuto le prime cure in pronto soccorso e sono state trasferite in altri ospedali. Stiamo ammettendo solo pazienti in pericolo di vita. Al momento i posti letto occupati sono 99", conclude Zanin.

Intanto in Afghanistan fa ritorno dopo 20 anni il numero due dei talebani, mullah Abdul Ghani Baradar, che si trovava a Doha, in Qatar. A rendere nota la notizia è una fonte anonima alla CNN. Nel 2010 l'uomo era stato arrestato in Pakistan dalle forze di sicurezza locali e poi rilasciato nel 2018.

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