Domenica, 11 Aprile 2021

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Benedetto Croce

Vaccino Sputnik, la non scelta della Ue: "Stati membri facciano come vogliono"

La Germania potrebbe trattare direttamente con Mosca, ma non è la "fine" della strategia dell'Unione sui vaccini

08 Aprile 2021

Vaccino Covid

Fonte: lapresse.it

Vaccino Sputnik, la Ue ha affermato che gli Stati membri sono liberi di comprarlo in autonomia. Lo ha confermato, nella giornata di giovedì 8 aprile, il portavoce capo della Commissione Europea Eric Mamer, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. Le parole di Mamer hanno seguito di poco ore la dichiarazione del ministro della Salute tedesco Jens Spahn. Quest'ultimo, un po' a sorpresa, aveva infatti annunciato che la Germania potrebbe trattare in via bilaterale con Mosca l'acquisto di dosi del vaccino russo, una volta che questo verrà autorizzato dall'Ema.

Vaccino Sputnik, Ue: "Stati membri facciano come vogliono"

Gli Stati membri dell'Ue sono liberi, ha fatto sapere il portavoce, di acquistare per conto loro vaccini che non fanno parte del portafoglio di sieri anti-Covid ordinati dalla Commissione Europea per conto dei 27. Tra questi c'è appunto il vaccino russo Sputnik V, il cui acquisto però non comporta la "fine" della strategia Ue sui vaccini, che riguarda un certo numero di produttori chiaramente identificati e non tutti i vaccini contro il Coronavirus. "Ancora una volta - ha iniziato Mamer - ci possono essere approcci autonomi alla questione" delle forniture di vaccini. "Abbiamo una strategia europea sui vaccini, che è basato sul negoziato con un certo numero di imprese che sono state identificate".

Le sopra citate imprese sono: Pfizer/BioNTech, Moderna, AstraZeneca, J&J, CureVac e Sanofi/Gsk. "Il fatto che degli Stati eventualmente decidano di acquistare dei vaccini da altri fornitori, come è già successo per esempio nel caso dell'Ungheria, non comporta la fine della strategia europea. Sono due cose diverse".

Vaccino Sputnik, Germania pronta a trattare per conto proprio

Il governo federale tedesco ha già fatto sapere che intavolerà una trattativa con la Russia per la potenziale fornitura di vaccini Sputnik, se il prodotto verrà autorizzato dall'Ema, l'ente regolatorio europeo. In questo senso, il Ministro tedesco della Salute, Jens Spahn, è stato categorico. Una volta che il vaccino avrà ricevuto il via libera, Berlino ne parlerà con Mosca, ha detto Spahn, questo anche perché la Commissione Europea, ieri, mercoledì 7 aprile, ha detto di non voler far contratti per l'acquisto dello Sputnik. Il ministro ha quindi promesso che i vaccini russi dovrebbero arrivare nei prossimi mesi.

Intanto già due land tedeschi sono entrati in trattativa per l'acquisto di vaccini russi. La regione settentrionale del Meclemburgo-Pomerania ha infatti appena annunciato di essersi assicurata un'opzione per un milione di dosi di Sputnik e di valutare un possibile ruolo di industrie locali nella produzione. Al contrario, la Baviera ha annunciato un'intesa per 2,5 milioni di dosi.

Sputnik V, possibile andare in vacanza in Russia per vaccinarsi: ecco come

In epoca di coronavirus, con i viaggi ai minimi storici, anche i tour operator si organizzano: nasce così la proposta dell’Eurasian travel di Bologna, un pacchetto di tre settimane comprensivo di giro turistico e vaccino Sputnik. "Siamo un piccolo tour operator di Bologna” ha raccontato in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia Pietro Di Febo, direttore dell'Eurasian Travel, specializzato per viaggi in Russia e in Cina. “Dalla fine dello scorso anno, abbiamo avuto decine e decine di richieste per potersi vaccinare in Russia. Non ci siamo mai occupati di turismo medicale, anche se è un settore molto forte: c'è gente che si muove per rifarsi i denti, i capelli e cure estetiche in generale".

E ancora: "I costi sono relativamente accessibili perché, come in Italia anche in Russia, i prezzi degli alberghi sono crollati: un hotel a 5 stelle che un anno fa a Mosca si comprava a 300 euro a notte ora viene a costare 60 massimo 80 euro. Si parte dai 1.700 euro a salire, volo escluso che va ad incidere per 300 massimo 400 euro. Abbiamo però anche richieste di vedere il Sud della Russia, in questi caso offriamo pacchetti molto complessi che costano 8.000-9.000 euro a persona".

Vaccino Sputnik, l'Europa non lo vuole: ecco perché

In attesa di sapere se, il 10 aprile, il vaccino russo supererà la prima prova della procedura europea per la sua approvazione, le parole del commissario europeo Thierry Breton alla Tv francese Tf1 non fanno presagire nulla di buono: "Non ne avremo assolutamente bisogno. Daremo priorità ai vaccini fabbricati sul territorio europeo". Una chiusura che, vista l’emergenza vaccini ed il caos legato ad Astrazeneca non sembra motivato, anche, perché i riscontri di un nuovo studio pubblicato dalla rivista Lancet confermano l’efficacia del vaccino al 91,6%, perfettamente in linea con tutti gli altri già approvati.

L’impressione è che, nonostante la corsa ai vaccini sia sempre più in salita, l’Europa non abbia fretta di approvare lo Sputnik, anzi, sembra piuttosto il contrario. La preoccupazione dell’Unione sembra più di tipo strategico: si vuole evitare di rafforzare economicamente e politicamente la Russia. In Europa, per esempio, non è piaciuta la scelta italiana di produrre autonomamente il vaccino attraverso l’accordo firmato tra il Russian Direct Investment Fund (Rdif) e l'azienda farmaceutica italo-svizzera Adienne Pharma&Biotech, che porterà in due stabilimenti alla produzione e fornitura di 10 milioni di dosi tra luglio 2021 e gennaio 2022.

Gli interessi economici, in particolare quelli delle case farmaceutiche sembrano, purtroppo, essere le discriminanti nel favorire la scelta di un siero piuttosto di un altro, tanto che in molti vedono un simile ostracismo nei confronti dello Sputnik simile a quello visto per Astrazeneca, in questi giorni al centro del ciclone mediatico e scientifico. Infatti, anche la sospensione di AstraZeneca ha lasciato qualche perplessità sulle scelte dell’Unione. Significativo che il Paese europeo ad avere avuto il maggiore ruolo nel suo stop sia stata proprio la Germania che punterebbe a sostituire il vaccino inglese con Pfizer, di loro produzione in collaborazione con gli americani. Un modo per avere un ritorno economico e garantirsi un maggiore numero di dosi.

 

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