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Petrolio a 117 $ al barile e gas a 64 € al MWh: crollo delle Borse: Milano -1,71%, Londra -1,35%, Francoforte -1,53%, Parigi -2,13%

Altra apertura negativa per le Borse europee, con la guerra in Medio Oriente che spinge i prezzi di gas e petrolio verso nuovi record: il barile ha superato la soglia psicologica dei 100 dollari.

09 Marzo 2026

Petrolio a 117 $ al barile e gas a 64 € al MWh: crollo delle Borse (Milano -1,71%, Londra -1,35%, Francoforte -1,53%, Parigi -2,13%)

Fonte: imagoeconomica

Altro lunedì nero per le Borse europee e per i mercati finanziari. La guerra in Medio Oriente continua a diffondere pessimismo tra gli investitori, e su tutti i listini europei si sono verificate vendite diffuse. I mercati delle materie prime sono sotto pressione estrema, con petrolio e gas che hanno raggiunto prezzi tra i più alti degli ultimi anni.

Petrolio a 117 $ al barile e gas a 64 € al MWh: crollo delle Borse

A mostrare i primi segnali di difficoltà sui mercati finanziari è stato il petrolio, che già nel pre-market di domenica 8 marzo aveva raggiunto i 100 dollari al barile, soglia psicologica che per molti operatori significa crisi petrolifera. Questa soglia è stata poi largamente superata in mattinata, lunedì 9 marzo.

Il Brent, il petrolio del Mare del Nord (migliore per qualità e riferimento mondiale per i mercati), ha raggiunto i 117 dollari al barile, per poi ridiscendere a 104, comunque oltre i 100 dollari raggiunti domenica.

Il gas, invece, è rimasto più stabile durante il pre-market, per poi subire un rialzo improvviso all’apertura dei mercati: i future sul gas naturale ad Amsterdam sono aumentati del 20% in poche ore, arrivando a un prezzo di 64 euro al megawattora.

Segnali di chiara paura dei mercati, che si sono subito riflessi sulle Borse europee. Tutti i principali indici sono calati attorno all’1,50%, con Parigi come la peggiore, che ha perso più del 2%:

  • FTSE MIB di Milano: -1,71%
  • DAX di Francoforte: -1,53%
  • FTSE 100 di Londra: -1,35%
  • CAC 40 di Parigi: -2,13%


A Milano, le peggiori performance sono state registrate da Prysmian, Azimut e Stellantis. A guadagnare, invece, sono le società legate al settore della Difesa, come Leonardo, ma anche Nexi (che rimbalza dopo i cali della settimana scorsa), oltre a Saipem ed Eni, trascinate dalla corsa degli idrocarburi.

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