19 Gennaio 2026
Roberto Cingolani, Ceo di Leonardo
Il Gruppo Leonardo punta su nuovi progetti, tra cui il Golden Dome dell'Amministrazione Trump, un piano di protezione missilistica stimato in 175 miliardi di dollari. Parallelamente, la società guarda con interesse al progetto Michelangelo Security Dome, un’architettura digitale volta a integrare asset di difesa esistenti tramite investimenti in intelligenza artificiale, radar e cybersecurity.
Roberto Cingolani ha assunto la guida di Leonardo il 9 maggio 2023, in un periodo già segnato dal conflitto in Ucraina. Da allora, lo scenario geopolitico si è ulteriormente aggravato con l'esplosione delle tensioni in Medio Oriente e il moltiplicarsi dei focolai di crisi in aree come il Venezuela e l'Iran, portando a 59 il numero totale di guerre nel mondo. In questo quadro di forte instabilità, l'amministratore delegato sottolinea la necessità per il gruppo di adattarsi in tempo reale a criticità imprevedibili.
Il vertice di Leonardo evidenzia l'urgenza di costruire grandi alleanze internazionali per superare la frammentazione degli investimenti tra i 27 Stati membri dell'Unione Europea. Cingolani richiama l'attenzione sulla minaccia rappresentata dai missili nucleari russi posizionati in Bielorussia, sottolineando che l'Europa non dispone attualmente di sistemi identici per garantire una mutua deterrenza. L'unica strategia percorribile è l'unione delle forze e il potenziamento dei rapporti tra industrie della difesa e istituzioni per accelerare la fornitura di soluzioni operative per esercito, marina e aviazione.
L'amministratore delegato respinge l'uso del termine "corsa al riarmo" come mera questione semantica, invitando a osservare la realtà delle minacce ai confini orientali, inclusa la situazione alla frontiera finlandese. Il rischio è che l'Europa resti inerte mentre nazioni come la Russia e la Cina hanno già convertito parte del loro apparato industriale in un'economia di guerra. Questa inerzia europea potrebbe esporre il continente non solo a conflitti convenzionali, ma anche a pericolose guerre ibride.
In merito ai fondi europei del piano Safe, per i quali l'Italia ha richiesto circa 15 miliardi di euro, Leonardo sta collaborando con le Forze Armate su una lista di priorità concordata con il Ministero della Difesa. Il focus principale è la difesa aerea contro droni e missili. Tra i progetti centrali figura il Michelangelo Security Dome, una tecnologia proprietaria innovativa pensata per integrare gli asset di difesa esistenti in una rete digitale coordinata. Più che il sistema in sé, i finanziamenti riguarderanno l'architettura tecnologica sottostante, tra cui IA, radar e cybersecurity.
Gli Stati Uniti sono confermati come il secondo mercato domestico per il gruppo. Leonardo intende rafforzare le sinergie con la controllata Drs, guidata dal nuovo CEO John Baylouny, per ottimizzare la presenza sul mercato americano e offrire a Drs un accesso privilegiato a quello europeo. Cingolani guarda con interesse anche al progetto "Golden Dome" da 175 miliardi promosso dall'amministrazione Trump. L'obiettivo dichiarato è una partecipazione europea più attiva e forte all'interno della Nato, evitando che la sicurezza del continente gravi esclusivamente sugli oneri finanziari statunitensi.
Con le azioni in zona 60 euro, il management si dichiara responsabile verso il mercato per la valorizzazione degli investimenti, pur dovendo bilanciare la competitività industriale con il dovere di garantire la sicurezza nazionale. Nel prossimo aggiornamento del piano industriale a marzo, Leonardo si riposizionerà come gruppo di sicurezza globale. Il progetto Michelangelo Dome fungerà da elemento centrale per integrare i progressi nel digitale e nell'intelligenza artificiale, strumenti ritenuti indispensabili per affrontare la minaccia delle guerre ibride.
Infine, Cingolani conferma l'andamento positivo della collaborazione con Poste Italiane, Tim e il Ministero dell'Economia per le soluzioni tecnologiche del Polo Strategico Nazionale (PSN). Il progetto è considerato un asset fondamentale per la sicurezza dello Stato in caso di crisi e l'amministratore delegato ha preannunciato l'arrivo imminente di novità positive su questo fronte.
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