12 Gennaio 2026
Olivier Gavalda, Credit Agricole e Giuseppe Castagna, AD Banco BPM
BCE autorizza Crédit Agricole a salire oltre il 20% Banco BPM; obiettivo cinque consiglieri o possibile modifica dello statuto. Come anticipato da Il Giornale d'Italia, Crédit Agricole ha ufficializzato la detenzione del 20,1% in Banco BPM. La banca francese punta ad ottenere fino a cinque seggi nel board e spinge per una possibile modifica dello statuto. L’operazione è stata autorizzata dalla BCE.
Nonostante l'autorizzazione, ci potrebbero essere alcune limitazioni. Tra queste, il numero massimo di sette consiglieri riservati ad Agricole, misura pensata per evitare un’acquisizione di fatto della banca e prevenire potenziali conflitti di interesse.
La richiesta di superare la soglia del 20% era stata formalizzata a inizio estate e l’istruttoria ha impegnato la BCE per circa otto mesi. La situazione di Crédit Agricole è piuttosto unica: se da un lato, secondo le norme europee, al 29,9% la banca francese potrebbe esercitare un controllo di fatto, con diritto di veto su operazioni straordinarie (circostanza che potrebbe richiedere una notifica all’Antitrust UE), dall’altro Agricole non punta al controllo diretto della gestione, ma cerca solo una rappresentanza proporzionale al nuovo peso azionario. Una strategia insolita nel contesto bancario europeo, osservata con grande attenzione dalla Vigilanza.
L’autorizzazione BCE dà a Crédit Agricole maggiore peso nelle trattative per il rinnovo del board di Banco BPM. Secondo quanto riferito, l’obiettivo della banca francese è ottenere cinque seggi su quindici, proporzionati alla quota detenuta, oltre alla possibilità di influenzare la scelta del presidente, figura che dovrebbe avere passaporto italiano ma garantire equilibri graditi al principale azionista. L’attuale board punta a confermare il CEO Giuseppe Castagna, ma questo richiede un aggiornamento dello statuto secondo le regole della Legge Capitali e un accordo sulla lista dei candidati. Per questo motivo, già da dicembre la banca francese sta valutando un piano alternativo che consisterebbe nel presentare una lista di minoranza, che le garantirebbe la presidenza del collegio sindacale e del comitato rischi.
Questa opzione potrebbe, tuttavia, comportare alcune limitazioni. Con l’attuale statuto, Crédit Agricole potrebbe ottenere al massimo tre consiglieri, esponendo la rosa del board al rischio di sorprese nella seconda votazione. Un’ulteriore alternativa allo studio prevede la modifica dello statuto per aumentare da cinque a sei i posti riservati alle minoranze, consentendo così ad Agricole di rafforzare la propria rappresentanza e a Castagna-Tononi di procedere verso la riconferma in maggiore serenità. Anche questa soluzione comporta dei rischi, in quanto richiede l’approvazione dell’assemblea, diversamente dalle disposizioni automatiche previste dalla Legge Capitali.
Tutte le opzioni saranno attentamente valutate dai consiglieri di Banco BPM, supportati dal team legale, nel corso di una riunione già calendarizzata. A Parigi, la questione resta sotto stretta attenzione, seguita direttamente dal deputy CEO Jérôme Grivet.
L'impatto contabile della prima integrazione di Banco BPM ammonta a circa -600 milioni di euro, registrato alla voce "quota di utile netto delle partecipazioni valutate al patrimonio netto" del conto economico del quarto trimestre 2025 (Q4-25).L'impatto sull'utile netto della partecipazione in Banco BPM per l'intero esercizio 2025, tenendo conto della rivalutazione al fair value rilevata a conto economico e dei dividendi ricevuti, è complessivamente positivo per circa 200 milioni di euro. L'impatto della prima integrazione sulla solvibilità è di circa +5 punti base sul CET1 ratio di Crédit Agricole S.A.
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