08 Gennaio 2026
fonte: imagoecobomica
L’occupazione torna a calare a novembre dopo i record di ottobre. Il tasso di persone con un lavoro sul totale della popolazione in età lavorativa è sceso al 62,6%. Scende però anche il tasso di disoccupazione, che si riduce al 5,7%. A salire sono però gli inattivi, che continuano a essere il problema principale del mercato del lavoro in Italia.
A novembre 2025 gli occupati sono calati su base mensile ma il dato annuo si è mantenuto positivo. La diminuzione è in totale di 34mila unità e coinvolge soprattutto le donne, le persone sotto i 50 anni esclusa la fascia 25-34, i dipendenti a termine e gli autonomi.
Il resto delle categorie rimane sostanzialmente stabile, mentre proprio i giovani adulti sono gli unici a registrare una crescita. Da novembre 2024 sono 179mila le persone con un impiego in più.
Anche il tasso di disoccupazione cala, in un mese di circa 30mila persone. Tutte figure che sono andate a finire negli inattivi, le persone che non hanno un lavoro e non lo cercano. Il tasso di inattività è quindi salito al 33,5%.
Per quanto riguarda l’andamento di lungo periodo, il 2025 si conferma un anno di stagnazione per l’occupazione, che dopo anni di anomalia si allinea alla crescita economica.
Il numero di occupati non è mai riuscito, durante l’anno, a superare la soglia dei 24,2 milioni di occupati, sotto a cui è costantemente rimasto, con oscillazioni più o meno rilevanti. Il tasso di disoccupazione ha invece continuato la sua discesa, accompagnato dall’aumento degli inattivi.
Il commento dell’Istat sui dati pubblicati recita: “A novembre 2025 il numero di occupati, pari a 24 milioni 188mila, è in calo rispetto al mese precedente. La diminuzione coinvolge i dipendenti a termine (2 milioni 477mila) e gli autonomi (5 milioni 215mila), mentre risultano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti (16 milioni 496mila). L’occupazione aumenta rispetto a novembre 2024 (+179mila occupati in un anno), come sintesi della crescita dei dipendenti permanenti (+258mila) e degli autonomi (+126mila) parzialmente compensata dal calo dei dipendenti a termine (-204mila). Su base mensile, il tasso di occupazione e di disoccupazione scendono al 62,6% e al 5,7% rispettivamente, mentre il tasso di inattività sale al 33,5%.”
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