30 Dicembre 2025
Piazza Affari
Il 2025 si chiude con un mercato di Piazza Affari che invita a riflettere: le 21 nuove quotazioni sul segmento Euronext Growth Milan (Egm), dedicato alle piccole e medie imprese, hanno portato a una capitalizzazione totale di 593 milioni di euro al momento del debutto. Un valore che appare modesto se confrontato con i 2,54 miliardi di euro persi a causa di delisting e OPA nel corso dell’anno, tra società che hanno lasciato la Borsa volontariamente o per decisione di Borsa Italiana a fronte di bilanci complessi. Il rapporto è quindi di circa 1 euro in ingresso ogni 4 euro in uscita.
Tra i casi più significativi di delisting figurano Intermonte, acquisita da Banca Generali, e Banca Ifis su Illimity Bank. Per la prima volta in anni, le operazioni di OPA e delisting hanno superato quelle di nuove quotazioni. “Il mercato mostra segnali chiari: le fusioni e le acquisizioni stanno prendendo il sopravvento sulle IPO”, commenta Giovanni Natali, amministratore delegato di 4Aim (gruppo Ambromobiliare).
Negli ultimi mesi del 2025 sono state annunciate dieci operazioni straordinarie che, se portate a termine, potrebbero far uscire altri 2 miliardi di euro di capitalizzazione da Piazza Affari. Tra queste, spicca la proposta di acquisizione della Juventus da parte di Tether, società di criptovalute già azionista con l’11,5% del club. L’offerta, respinta dalla famiglia Elkann-Agnelli, prevedeva un prezzo di 2,66 euro per azione, con un premio del 20,7% rispetto al valore di mercato. Il titolo Juventus, intanto, è salito a 2,88 euro, e il mercato ipotizza un possibile rilancio nel 2026.
L’uscita della società bianconera porterebbe via almeno un miliardo di euro di capitalizzazione, accentuando il fenomeno della concentrazione sul segmento delle PMI, dove molte aziende faticano a raccogliere anche pochi milioni di equity.
Tra le operazioni annunciate ma non ancora concluse figurano le OPA di Ambromobiliare su Mit Sim e 4Aim, entrambe quotate su Euronext Growth Milan. “L’obiettivo è creare un gruppo integrato attraverso il cosiddetto Progetto Highlander”, spiega Giovanni Natali, Amministratore Delegato di 4Aim, ,“ora siamo in attesa dell’ok della Banca d’Italia”. Queste operazioni evidenziano come le fusioni stiano diventando uno strumento strategico per consolidare la presenza sul mercato delle piccole e medie imprese.
Il 2026 potrebbe segnare l’arrivo di nuove società sul mercato. Tra le potenziali IPO c’è NextChem, controllata di Maire Tecnimont attiva nelle tecnologie sostenibili, con una valutazione stimata intorno ai 2 miliardi di euro.
Sempre nei primi mesi del nuovo anno è prevista la quotazione di Praexidia, piattaforma dedicata al settore della Difesa guidata da Pierluigi Paracchi, Giuseppe Orsi e Gianni Letta. Il veicolo sarà utilizzato per aggregare piccole e medie imprese italiane, non quotate o già quotate, attraverso aumenti di capitale mirati. Il primo aumento potrebbe raggiungere i 100 milioni di euro per sostenere le prime acquisizioni.
Un’altra novità attesa per il 2026 è l’avvio del Fondo Nazionale Strategico Indiretto (Fnsi), progetto del Mef con partecipazione di Cdp, pensato per sostenere le PMI quotate a bassa liquidità. Il fondo, con una dotazione minima di 750 milioni di euro (di cui il 49% da Cdp), investirà principalmente in azioni di piccola e media capitalizzazione, incluse le società del segmento Egm. Una quota non prevalente (fino al 30%) potrà essere destinata a società più grandi o a titoli di debito italiani ed europei.
L’obiettivo del Fnsi è rafforzare la liquidità e il valore delle PMI sul mercato, prevenendo OPA a prezzi scontati e garantendo una maggiore stabilità alle aziende più piccole.
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