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Guerra in Ucraina, inflazione, rialzo dei tassi di interesse: mercati in calo e sempre più volatili

Lo studio “I fondamentali forti delle PMI italiane”, a cura di Antonio Amendola, gestore del fondo AcomeA PMItalia ESG di AcomeA SGR

22 Settembre 2022

Grafico, economia

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Stando ad uno studio sul mercato italiano a cura di Antonio Amendola “I fondamentali forti delle PMI italiane”, gestore del fondo AcomeA PMItalia ESG di AcomeA SGR, da inizio anno il mercato italiano segna un netto calo, accentuatosi, in particolare, dopo la caduta del governo Draghi. Nel corso di quest’anno, in generale, i mercati sono stati colpiti da un’intensa volatilità, dovuta sia a fattori geopolitici che macroeconomici: la guerra in Ucraina, il ritorno dell’inflazione, il rialzo dei tassi delle Banche Centrali, l’aumento dei costi delle materie prime e quindi dei fattori produttivi. Tutte queste tematiche negative si sono tradotte in maggiore volatilità e cali di mercato rispetto allo scorso anno.

I cali sono tutti a doppia cifra, con il Ftse Italia Small Cap unico a sovraperformare in relativo gli altri. In un contesto così volatile e pieno di incognite, è bene avere in mente dei canoni di investimento e puntare su quelle aziende che sono state in grado di superare difficoltà simili in passato. L’attuale crisi è diversa rispetto a quella del Covid, in quanto siamo in presenza di una maggiore combinazione di fattori negativi e senza una chiara finestra di uscita. Al contrario, durante il Covid vi era paradossalmente maggiore visibilità sulla fine della crisi, oltre che un enorme supporto monetario (specie per l’assenza dell’inflazione) e fiscale: più passava il tempo, più aumentava la possibilità di avere una cura e quindi di innescare un risk-on sui mercati. Questo ha fatto sì che fosse più facile posizionarsi su interi settori senza dover per forza distinguere tra i titoli all’interno. Lo scenario di oggi, invece, impone una riflessione più profonda e una maggiore conoscenza e ponderazione delle singole aziende agnosticamente dal settore.

In questo contesto, le caratteristiche delle aziende sulla quale investire da tenere bene a mente sono:

Basso indebitamento e ottima generazione di cassa;
Capacità di ribaltare, tutto o in parte, il costo dell’aumento dei fattori produttivi senza perdere ordinativi;
Catena produttiva corta e situata in Paesi alleati;
Autosufficienza energetica, quindi aziende che hanno investito molto nell’efficienza energetica degli impianti;
Prodotti con slancio internazionale e preferibilmente di nicchia;
Aziende con performance di Borsa penalizzate ben oltre i fondamentali;

Su quest’ultimo punto si concentrerà la presente analisi. In un contesto simile, è bene trovare quelle aziende che sono state penalizzate per dinamiche di mercato generale e non per motivazioni company specific. In questo modo ci si va a posizionare su aziende dai fondamentali solidi, ma con poco spazio per il ribasso e quindi con minore probabilità di sbagliare. Andremo quindi a vedere per il Ftse Mib, Ftse Mid Cap, Ftse Small Cap e STAR quanta crescita implicita è già scontata e quanta no nei prezzi attuali di mercato. Per farlo useremo l’analisi del Present Value of Growth Opportunity (PVGO).

Il prezzo di un’azione si può semplificare come il valore attuale dei flussi di cassa futuri scontati al costo del capitale dell’azienda. Con il PVGO possiamo dividere questo valore attuale in due componenti: gli utili attuali e la porzione di valore dovuta agli utili prospettici dell’azienda. Con questa analisi quindi andiamo a vedere: quanta parte del prezzo di oggi è dovuta agli utili attuali (conosciuti quindi al tempo dell’analisi) e quanta parte del prezzo di oggi è dovuta agli utili prospettici (non conosciuti ma stimati dagli analisti). In un contesto di rialzo dei tassi e di incertezza sulle stime come quello attuale, avere un’azienda con pochissima parte di prezzo dovuta agli utili prospettici ci dà un buon margine di sicurezza.

Il PVGO misura il valore potenziale che una società può creare reinvestendo gli utili futuri all’interno. Pertanto, dall’analisi otteniamo la parte di prezzo attuale del titolo attribuibile all’aspettativa che l’azienda cresca in futuro: maggiore è il PVGO, maggiore la crescita attesa per la società.

Con il PVGO 2022 abbiamo le aziende che al prezzo di oggi e con le stime ad un anno sono maggiormente interessanti, e riportiamo la percentuale sul totale per indice. Con il PVGO 2021 abbiamo le aziende che al prezzo di un anno fa e con le stime future ma ad un anno fa, erano maggiormente interessanti, e riportiamo la percentuale sul totale per indice.
Il Delta è la differenza tra i valori precedenti, e serve per vedere se c’è stato un incremento di aziende interessanti per indice.
Come si evince dall’analisi, ad oggi abbiamo la maggior parte di aziende interessanti tra le piccole e medie imprese, in particolare su Ftse Small Cap (32.8%) e STAR (30%). Lo STAR inoltre presenta la percentuale maggiore di incremento di aziende potenzialmente interessanti (10%). Tutto questo è coerente con l’identikit delle aziende sulle quali investire in contesti simili, in quanto il Ftse Mib, ad esempio, è caratterizzato per la maggior parte da banche ed utilities e quindi più esposto a movimenti macro.

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