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Confcommercio: "Entro metà 2023 chiuderanno 120mila aziende". Il piano di Draghi prosegue alla grande

I dati di Confcommercio. Secondo il diettore Mariano Bella, si tratta di una stima ''prudenziale"

15 Settembre 2022

Confcommercio: "Entro metà 2023 chiuderanno 120mila aziende". Il piano di Draghi prosegue alla grande

Una stima "prudenziale", ma pur sempre terrificante quella che fa Confcommercio riguardo le aziende che rischiano di chiudere nel 2023. Nel primo semestre per essere specifici. Dalla congiuntura di settembre dell'ufficio studi di Confcommercio emerge quello che potrebbe accadere basandosi sulle imprese più piccole e solo il 10% più debole e meno redditizio, meno redditivo, di queste imprese produttive. Quindi si tratta di una stima estremamente prudenziale''.

Confcommercio: "Nel 2023 rischiano di chiudere 120mila aziende"

Non cambia il fatto che il Paese che lascia in dote Mario Draghi al suo successore, sia peggio di come l'aveva preso. Se negli ultimi mesi del 2022 ''Il Pil potrebbe segnare una recessione mite', ''i veri problemi potrebbero riguardare il 2023, con un ritorno a una situazione di assenza di crescita, determinata dalla eventuale deviazione delle politiche dal sentiero percorso negli ultimi 18 mesi e dal permanere di impulsi avversi'', per Mariano Bella.

Quest'ultimo spiega che finita la stagione turistica ''potremmo avere un rallentamento forte dei consumi nella seconda parte dell'anno". "Per noi il pil mensile in termini di variazione congiunturale ad agosto è leggermente negativo, a settembre lo sarà ancora di più", specifica. Il Pil nel primo semestre ha registrato un incremento del 5,5%. Per l'ufficio studi ''qualsiasi forecast attorno al 3/3,5% annuo implica un forte rallentamento nel secondo semestre'', si legge nel documento. ''In termini congiunturali ciò può comportare una moderata recessione (due variazioni percentuali negative consecutive; a nostro avviso di modesta entità)''.

 
Il direttore dell'ufficio studi di Confcommercio ricorda poi che "gli indicatori di redditività delle imprese sono letteralmente crollati negli ultimi trimestri, questo anche per sfatare l'altro aspetto mitologico per cui le cose le pagano le famiglie consumatrici e i pensionati. No, il maggiore costo delle bollette energetiche lo sta pagando anche il sistema produttivo''.

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