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Invitalia, rivoluzione in arrivo. I nomi sul tavolo del governo

Il Quirinale preferirebbe che Bernardo Mattarella, da molti dato per favoritissimo alla successione di Arcuri, restasse fuori dalla partita

Di Marco Antonellis

09 Maggio 2022

mario draghi

Con la primavera è arrivato anche il primo giro di nomine, a Fincantieri. Il primo banco di prova per capire dove vuole andare l’industria militare italiana, in un momento di grande crisi con il conflitto ucraino alle porte. Il governo italiano ha scelto di non assecondare le richieste – mai nascoste – di Bono per una sua riconferma, scegliendo un nuovo CEO con scarsa esperienza nel settore, ma lontano dai riflettori, come Folgiero, e un presidente con un curriculum invidiabile come quello del generale Graziano.

La scelta - gestita da Mario Draghi tramite il suo capo di gabinetto Antonio Funicello - potrebbe dunque aprire le porte anche a un colpo di scena in casa Leonardo, in scadenza il prossimo anno, con una conferma dell’attuale management per dare così continuità al già noto progetto della holding. L’unico ostacolo, in questa prospettiva, potrebbe rappresentarlo il caso Colombia. Il silenzio di Monte Grappa sui recenti fatti ha infastidito molto Palazzo Chigi e il Mef, ormai sempre più convinti che un responsabile del caos debba essere individuato, anche per placare i prossimi impulsi e attacchi, sempre più all’ordine del giorno, di leghisti e Fratelli d’Italia ad Alessandro Profumo. L’invasione russa in ogni modo ha cambiato ogni schema.

Ora tutti gli occhi sono puntati su Invitalia. Mario Draghi intende continuare "senza se e senza ma" la "de-contizzazione" dell'apparato statale italiano in onore all'asse euroatlantico ritrovato perciò l'attuale numeri uno Arcuri non ha alcuna possibilità di rimanere al vertice aziendale. Il totonomi che si fa a palazzo Chigi vede in pista soprattutto quattro nomi: Andrea Munari di Bnl, Fabio Gallia, Antonino Turicchi ed anche l'ex Enel Tamburi.

Ma la vera notizia è un'altra: il Quirinale preferirebbe che Bernardo Mattarella, da molti dato per favoritissimo alla successione di Arcuri, restasse fuori dalla partita. Il motivo? Invitalia è un'azienda politicamente molto sensibile e sempre nel mirino dei partiti; questo potrebbe creare imbarazzi dalle parti del Colle.

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