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Nomine, da Alverà a Tamburi: rivoluzione ai vertici di Snam, Atlantia e altre partecipate

Inizia il gran ballo delle nomine, Alverà, Tamburi, Massolo, Bono e altri: rivoluzione nei vertici di tante partecipate statali

Di Lex Luthor

10 Aprile 2022

Marco Alverà, 2019

Marco Alverà, 2019 (fonte: Lapresse)

Marco Alverà non è stato indicato come amministratore delegato di Snam dalla Cassa Depositi e Prestiti, che ha invece scelto l’attuale numero uno di Hera Stefano Venier (al timone della multiutility bolognese dal 2014). Ma nessuno si è particolarmente stupito: è stato lo stesso Alverà, nato a New York nel 1975, ad essersi sfilato dal possibile terzo mandato. Perché? Ci sono due ipotesi: la prima è che il ceo uscente di Snam abbia intenzione di lanciare un proprio fondo d’investimento specializzato in temi Esg, sostenibili e, perché no, addirittura sull’idrogeno.
L’altra suggestione, invece, è che voglia ripercorrere i passi del suo maestro, Paolo Scaroni, il quale dal 2002 al 2014 è stato amministratore delegato di Enel ed Eni. Fu proprio l’attuale presidente del Milan a far debuttare ai vertici Alverà. E sarebbe stato lui a suggerirgli di fermarsi un giro in attesa di fare il grande salto. Di responsabilità, certo, ma anche di stipendio, visto che in Enel il “salary” per l’amministratore delegato è il doppio di quello in Snam. Non che qualcuno sia scontento dell’attuale ad Francesco Starace. I risultati ottenuti sono complessivamente buoni, anche se un articolo al vetriolo sul Financial Times gli imputava poco coraggio in Italia. Ma il manager, da tre mandati al timone di Enel, è prossimo ai 67 anni e potrebbe decidere di andare a ricoprire un ruolo di maggiore rappresentanza e minore operatività.
Ma non c’è solo Alverà: dopo che Giampiero Massolo è stato indicato come prossimo presidente di Atlantia, la sua poltrona alla presidenza di Fincantieri potrebbe essere occupata da Giuseppe Bono, al timone dell’azienda genovese dal 2002 e soprattutto 78 anni appena compiuti.
Chi al suo posto? Potrebbe essere la volta di Fabio Gallia. Il quale, dopo essere stato il predecessore di Fabrizio Palermo come amministratore delegato (e direttore generale) di Cdp nel triennio 2015-2018, sarebbe pronto per tornare a timonare un’azienda della galassia delle partecipate. Tra l’altro, proprio in Fincantieri Gallia attualmente ricopre il ruolo di direttore generale.
Su Palermo, oltretutto, è bene ricordare che si stanno rincorrendo parecchi rumor. Ha fatto da advisor a Francesco Caltagirone nella realizzazione della lista dei “pattisti” in Generali. Qualcuno maligna che l’ex amministratore delegato di Cdp avrebbe voluto sedere al posto di Philippe Donnet, coronando un sogno. Ma alla fine si è preferito puntare sul duo Costamagna-Cirinà.
Pur sapendo che sarà il 2023 l’anno in cui le nomine peseranno davvero, perché scadranno le “big four” Eni, Enel, Poste e Leonardo, già quest’anno ci saranno anche altre partite da giocare. Quella di Invitalia, ad esempio, dove Domenico Arcuri sembra ormai destinato ad abbandonare la società partecipata al 100% dal Mef per fare spazio a Carlo Tamburi. Il quale, in uscita da Enel, sembrava essere in pole position per sostituire Alverà, prima della scelta di Stefano Venier. Attenzione però perché Tamburi potrebbe anche essere superato nell’ultimo miglio da Bernardo Mattarella, nipote del presidente della Repubblica.
Infine, tornando alle “big four” c’è da capire che cosa vorrà fare Matteo Del Fante. Il quale veniva dato come candidato principale per il ruolo di amministratore delegato di Generali in quota “pattisti” e invece è rimasto al timone di Poste. Almeno per un anno.

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