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Il mondo nel 2022: ritorno al futuro? Le sfide da cogliere per le imprese, dal PNRR ai cambiamenti energetici

Si è svolto a Milano l’incontro annuale dedicato al mondo del lavoro promosso da ISPI, Assolombarda e SACE. Spada, Presidente Assolombarda: “L’energia è la vera emergenza che mina la ripresa. Servono misure urgenti per scongiurare lo stop delle attività produttive”

13 Gennaio 2022

Il mondo nel 2022 un ritorno a futuro? Le sfide da cogliere per le imprese, dal PNRR ai cambiamenti energetici

Le prossime sfide che il mondo dovrà affrontare sembrano abbracciare temi e scenari che guardano e riguardano il futuro ma anche il passato, dando molte chiavi di lettura diverse per lo sviluppo delle imprese. Per approfondire questi argomenti si è svolto a Milano l’incontro ‘Il mondo nel 2022: ritorno al futuro? Opportunità e rischi per le imprese’ promosso da ISPI, Assolombarda e SACE.

"Il mondo nel 2022: ritorno al futuro?" il tema dell’incontro annuale dedicato alle imprese organizzato da ISPI, Assolombarda e SACE

In uno scenario internazionale ancora fortemente condizionato dalla pandemia e dai disastri climatici, da crisi irrisolte sul piano geopolitico e da shock economici come quelli che hanno portato a interruzioni pesanti nelle catene globali del valore negli ultimi mesi, ci saranno anche opportunità da cogliere per le imprese italiane, soprattutto alla luce delle grandi transizioni verso una crescita più sostenibile e delle sfide che questo comporta in tutti i settori, a partire da quello energetico e dell'innovazione digitale? Vedremo un ritorno dell’inflazione e un continuo aumento dei prezzi delle materie prime, con conseguenze anche sulla stabilità sociale? Europa, Stati Uniti e Cina riusciranno a cavalcare la ripresa dell’economia e a trovare un compromesso sui principali fronti aperti? 

Molto di quest’anno ci proietta già nel futuro: dalle sfide delle transizione verde e di quella digitale, agli ambiziosi piani di investimento lanciati da Usa ed Europa. Ma molto ci proietta anche nel passato, con una globalizzazione sempre meno “globale”, una sfida tra Cina e Usa che ricorda sempre più una nuova guerra fredda (con l’Unione Europea nel mezzo), e una pandemia tutt’altro che sconfitta. Il 2022 si configura dunque come un anno in bilico tra opportunità di ripresa e slancio verso il futuro e rischi rappresentati da nuove e vecchie aree di crisi.

Per rispondere a questi quesiti sono intervenuti durante la conferenza organizzata nell’ambito dell’Osservatorio Geoeconomia promosso da ISPI e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Assolombarda e SACE, i rappresentanti delle imprese che affronteranno sfide particolarmente significative nei prossimi mesi, tanto sui mercati internazionali quanto nel nostro Paese.  

Ad aprire i lavori Alessandro Spada Presidente Assolombarda, che ha lasciato la parola a Paolo Magri Vicepresidente Esecutivo ISPI, Alessandro Terzulli Chief Economist SACE e Gregorio De Felice Chief Economist Intesa Sanpaolo che hanno discusso dei prossimi scenari globali. Nella seconda parte dell’incontro invece per parlare della prospettiva delle imprese sono intervenuti Enrico Cereda Presidente IBM Italia e General Manager IBM Technology EMEA, Giuseppina Di Foggia Amministratore Delegato e Vice Presidente Nokia Italia, Alberto Dossi Presidente Gruppo Sapio, Gioia Ghezzi Presidente ATM e Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia e Andrea Illy Presidente Illycaffè.

“Oggi la vera emergenza che mina la ripresa economica italiana riguarda l’energia – ha dichiarato Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda - “Il prezzo dell’energia è in crescita rispetto al pre-Covid, con il gas naturale che registra il rincaro più impressionante: l’indice globale del gas naturale registra un aumento del +383% e, ancora più nel dettaglio, il prezzo del gas naturale europeo del +947%. L’Italia è uno tra i paesi dell’area euro che più rischia di essere penalizzato da questo shock energetico: secondo le simulazioni di Intesa Sanpaolo, nel 2022 la perdita di PIL dovrebbe raggiungere il mezzo punto percentuale, colpendo sia i consumi delle famiglie sia soprattutto gli investimenti delle imprese”.

“La situazione è allarmante: le aziende sono strozzate dai prezzi al punto che si paventa il rischio di un arresto delle attività produttive in particolare per i settori più energivori come siderurgia, ceramiche, cartiere, vetrerie, e chimica. È quindi necessario intervenire con misure urgenti e, in questa direzione, come Sistema Confindustria abbiamo richiesto l’attivazione di una task force a Palazzo Chigi per affrontare l’emergenza e varare misure straordinarie”.

“Francia e Germania stanno affrontando la questione con una strategia di politica industriale mirata. Il Governo italiano ha finora stanziato circa 8 miliardi di euro rivolgendosi principalmente alle famiglie in difficoltà. Serve fare di più. Serve una strategia di politica industriale che limiti gli effetti del caro energia nel breve, per esempio attraverso lo sfruttamento dei nostri giacimenti di gas per rilasciare al sistema industriale il gas a prezzi ragionevoli o attraverso interventi di agevolazione fiscale. E serve una visione di lungo periodo che affronti con efficacia la transizione energetica per raggiungere gli obiettivi del programma europeo “Fit for 55”, potenziare un mix eterogeneo di fonti e puntare all’indipendenza energetica” – ha concluso Alessandro Spada.

 

“Nel quadro futuro che vogliamo delineare, che resta positivo, ci sono tracce del passato non sempre positivo però- afferma Paolo Magri Vicepresidente Esecutivo ISPI. Ci sono dei casi che fanno capire questo come quello della pandemia, dove da due anni c’è sempre qualcosa che non troviamo. Il secondo esempio è quello dell’inflazione che ci porta indietro di 20-30 anni, con l’incremento dei tassi. Il ritorno al passato che ritorna nel futuro è anche nel tema dell’Afghanistan, un futuro che assomiglia al passato. Ultimo tema è quello dei rapporti con la Russia, l’anno si è aperto con un futuro legato alla Guerra Fredda, propagande che evocano immagini del passato. L’Europa sta a guardare, la Cina si compiace perché si parlerà ora solo di minaccia russa.”

“Sul commercio internazionale vediamo per il 2022 previsioni di inizio autunno che segnano un + 5% di crescita- dichiara Alessandro Terzulli Chief Economist SACE. L’ingresso nel 2022 sarà lento poi alla fine dell’anno il ritmo diventerà intenso con dei tassi di crescita che vanno sulla media storica, non molto diversi dalla media pre-crisi. Alle imprese italiane l’export non è mancato, ne abbiamo beneficiato molto, primi dieci mesi dell’anno abbiamo un +18% secondo l’Istat, quindi il ritorno al futuro c’è e la domanda è se la maggiore crescita del 2021 andrà a scapito del 2022, noi non lo vediamo questo. Nella seconda parte dell’anno potrebbero venire meno degli effetti come la logistica, la scarsità dei beni, in uno scenario così il commercio internazionale crescerà nel 2022, settori come i beni di investimento andranno per la maggiore, come la meccanica strumentale e gli apparecchi energetici. Bene anche l’agroalimentare che non era dato in negativo neanche nel 2020.”

“Nel 2022 speriamo che l’Italia non torni indietro e che la crescita prosegua- afferma Gregorio De Felice Chief Economist Intesa Sanpaolo - con una previsione del 4,3% e una dinamica interessante di consumi e investimenti. Il 2022 è l’anno della verità c’è tanto da fare per rispettare il PNRR. Il sistema produttivo ha fatto enormi interessi, il sistema bancario si è rafforzato, abbiamo una potenza di fuoco in termini di liquidità, i depositi bancari sono aumentati, non è solo componente derivante dalla famiglia ma anche imprese e questo vuol dire forte recupero dei consumi e degli investimenti. Gli obiettivi maggiori sono quelli di raggiungere i requisiti del PNRR e mettere adesso le basi perché questo funzioni anche dopo, ci porti a un tasso di crescita potenziale almeno all’1%, per una crescita più inclusiva per donne, giovani e regioni del Sud. Il sistema delle imprese è pronto per cogliere questa occasione, il manifatturiero ha fatto enormi progressi in dieci anni, serve oggi per le imprese una pubblica amministrazione diversa, serve il reperimento del personale qualificato e dobbiamo pensare alla transizione ecologica come opportunità per salvaguardare il pianeta e per il business.”

“Le aspettative per il PNRR sono molto elevate speriamo che ci sia cambio di passo per investimenti nel nostro Paese, dichiara Enrico Cereda Presidente IBM Italia e General Manager IBM Technology EMEA. Gli interventi del PNRR mirano al futuro della fabbrica con due aree specifiche come le imprese, e quindi fare sistema tra imprese a livello nazionale e internazionale e poi il tema del pubblica amministrazione. La Cultura 4.0, la scuola 4.0 e la sanità 4.0 hanno nella Governance un fattore determinante, i fondi che riceveranno dal PNRR sono attraverso progetti concreti che devono essere realizzati, diventa fondamentale ora l’execution, portare avanti e al successo i progetti, per essere competitivi con gli altri Paesi. Siamo infatti il Paese che riceverà i maggiori fondi ma gli altri paesi non saranno fermi, bisogna guardare al PNRR ma anche quello che viene fatto fuori da questo.”

“La tecnologia delle comunicazioni, la connettività e la digitalizzazione giocano un ruolo critico al livello ambientale, ma non c’è green senza digital, dichiara Giuseppina Di Foggia Amministratore Delegato e Vice Presidente Nokia Italia. Per fare questo è necessario però crescere, ridurre emissioni, la plastica. Per noi è al centro è proprio la riduzione delle emissioni in particolare del consumo elettrico dei nostri prodotti. Per esempio abbiamo già realizzato stazioni radio 5g che consumano molto meno, un vantaggio anche per i clienti che possono costruire reti di comunicazioni più sostenibili. Mi piace ricordare per questo il progetto che ci ha affidato la NASA, quello della  prima rete 4g sulla Luna, la prima missione è fissata per la fine del 2022 senza equipaggio e questo aiuterà a migliorare anche le reti terrestri”

“L’Europa spinge da anni verso la decarbonizzazione come via imprescindibile da seguire- afferma Alberto Dossi Presidente Gruppo Sapio- la transizione ecologica ed energetica non sarà a costo zero, sarà un percorso complesso con nuove opportunità anche occupazionali da cogliere. Nel 2021 la situazione energetica è drammatica, l’impennata dei prezzi del gas è un vero terremoto e l’incremento di rinnovabili è fondamentale. Il 2022 sarà un anno importantissimo per la transizione ecologica e energetica, un terzo delle risorse sarà dedicato a questa grande opportunità che dobbiamo cogliere accelerando l’iter autorizzativo. Dovremo essere pronti ad abbandonare petrolio e metano entro il 2050. Alcuni dei rimedi vanno cercati nell’utilizzo del rinnovabile, nella facilità dei permessi, dobbiamo migliorare l’efficienza energetica, produrre di più con meno dispendio si può fare.”

“C’è molto da fare sul costo dell’energia elettrica, l’incremento del costo del gas sarebbe stato assorbito se avessimo investito in energie rinnovabili in questi 10-15 anni, afferma Gioia Ghezzi Presidente ATM e Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia. Atm ad esempio utilizza esclusivamente energie da fonti innovabili, stiamo trasformando i depositi in micro stazioni energetiche. Non dobbiamo evitare il cambiamento, la transizione va accelerata, non abbiamo buone tecnologie di idrogeno, bisogna investire nella ricerca, dobbiamo fare tutto quello che possiamo e che non facciamo. Bisogna tornare a parlare di mobilità condivisa, spingere le aziende e gli impiegati allo smart working, alla micro mobilità, alla mobilità integrata, a nuovi modi di muoversi.  Dobbiamo investire nelle nuove tecnologie, il messaggio principale è che le imprese devono essere più aperte all’innovazione e alle opportunità che porta la transizione energetica, l’Italia può essere esportatore netto di tecnologie green con più energie idriche. Come impresa e Paese bisogna mettere maggiore pressione sulla rete elettrica e su Terna perché si adegui alle esigenze del futuro, per arrivare al meglio al 2030”

“Le sfide sono straordinarie, la decarbonizzazione è un tema importantissimo- dichiara Andrea Illy Presidente Illycaffè - se non decarbonizziamo verranno meno le condizioni della vita sul pianeta. Oggi ci sono temi importanti quello tecnologico per azzerare emissioni, le energie rinnovabili, il nucleare, l’idrogeno, c’è da vedere anche il grande tema del sequestro del carbonio che comporta investimenti straordinari non solo nel settore pubblico, il grosso sta nel settore privato. Il mondo dell’impresa si trova da un lato le barriere e dall’altro il verificare la sostenibilità sotto il profilo economico e sociale. L’impresa è sempre più stritolata in una camicia di forza fatta di limiti restrittivi e da una domanda che pretenderà sempre di più, dalla sostenibilità, dalla finanza che investe solo nel sostenibile e infine dalla concorrenza. Le imprese dovranno reagire con regole del gioco nuovo, con dinamiche non lineari con un sistema complesso vicino al caos, non si possono fare previsioni precise, ma cercare di mitigare l’impatto sociale per la sopravvivenza.”

 

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