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Credito al consumo cresciuto di oltre il 20% nel 2021 rispetto al 2020

Le masse non tornano però ai livelli pre-Covid19

13 Gennaio 2022

Credito al consumo cresciuto di oltre il 20% nel 2021 rispetto al 2020

Credito al consumo — di Francesco Megna —

Nel 2021 il credito al consumo cresce di oltre il 20% rispetto al 2020, scontando le diminuite erogazioni dell’anno precedente, segnato dalla pandemia. Le masse non tornano però ai livelli pre-Covid19, il raffronto col 2019 mostra una flessione di quasi il 10%; ciò nonostante  il divario cala gradualmente durante l’anno, in particolare nell’ultimo trimestre. Complessivamente, anche come conseguenza della pandemia, l’area del credito ai privati ha registrato un’accelerazione della digitalizzazione dei processi, facilitata anche dalle misure di facilitazione impiegate dal legislatore nazionale e riferibili alla sottoscrizione elettronica dei contratti. Ciò ha comportato un aumento  dell’offerta di prodotti finanziari attraverso piattaforme web e a un prevalente accesso al credito su tale canale.

Il ‘prestito verde’

Aumenta inoltre l’attenzione al ‘prestito verde’, con la quota di finanziamenti in decisa crescita durante i mesi della pandemia. D’altro canto la digitalizzazione e il passaggio ad un sistema sostenuto dallo stoccaggio di energia e dall’efficienza dei consumi sono argomenti determinanti anche per l’offerta del credito, essendo capisaldi del piano Next Generation EU. Si registra un deciso incremento dei prestiti finalizzati all’acquisto di autovetture (soprattutto usate)  e motocicli (oltre il + 20%) anche rispetto al 2019 (+1,6%), incoraggiato dagli ecoincentivi destinati a favorire il mercato dell’automotive nonché a potenziare la sostenibilità del parco circolante. Crescono anche i finanziamenti riferibili ai settori dell’elettronica e arredo con un incremento che replica i volumi del 2019, anche grazie all’e-Commerce.

La cessione del quinto

I finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione superano invece le masse erogate gli anni precedenti, anche per effetto delle erogazioni a dipendenti pubblici, i meno danneggiati dagli effetti negativi sul reddito prodotti dalla pandemia. I prestiti personali hanno invece risentito della crisi , con un – 20% circa di flussi rispetto ai livelli pre-pandemia. Determinante la cautela ad assumere impegni finanziari importanti in un contesto ancora incerto. In calo anche gli utilizzi rateizzati della carte di credito, dovuto principalmente alla concorrenza dell’e-commerce. Il credito al consumo sarà sostenuto dal rafforzamento della ripresa attesa nei prossimi mesi in un quadro di maggior certezza, dai tassi contenuti e dalla spinta del Pnrr, il Piano di Ripresa e Resilienza preparato dall’Italia per rilanciarne l’economia dopo la pandemia al fine di permettere lo sviluppo verde e digitale  del Paese.

I prestiti finalizzati

La ripresa sarà condotta dai prestiti finalizzati, agevolati da incentivi per l’efficientamento energetico, mentre sarà meno veloce il recupero dei prestiti personali. Per l’industria del credito, gli investimenti in tecnologia e innovazione saranno determinanti  per ultimare la transizione digitale e aggiornare  i modelli di servizio ai nuovi bisogni della clientela. E anche il governo dei rischi climatici e l’integrazione dei criteri ESG  nelle politiche di offerta saranno elementi  sempre più significativi, in uno contesto in cui il PNNR individua proprio nella transizione digitale e verde due pilastri indispensabili.

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