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Tim, sul tavolo del Cda un'offerta del fondo Kkr. Si muovono anche Cvc e Advent. Possibile valore di OPA tra i 40 e i 45 centesimi per azione, il 50% del valore di carico di Vivendi

La società statunitense deposita una manifestazione d'interesse per il colosso italiano delle telecomunicazioni. Palazzo Chigi studia alternativa con Cdp per garantire italianità della rete

21 Novembre 2021

Tim, il momento della verità. "Sul tavolo del Cda un'offerta del fondo Kkr". Vivendi: "Nessuna alternativa"

Fonte: lapresse.it

Il fondo americano Kkr ha pronta un'offerta per Tim. Sul tavolo del presidente del gruppo telefonico, Salvatore Rossi, è arrivata una manifestazione di interesse dal fondo Usa (azionista per altro già di FiberCop, la società in cui Tim ha spostato l’ultimo miglio della rete telefonica). Come riporta il Corriere della Sera, Rossi ha convocato per domenica 21 novembre un consiglio per comunicare la proposta. Questa è inoltre arrivata mentre sul gruppo telefonico imperversa la bufera, con il primo azionista, la media company francese Vivendi, che si è messo in movimento per cambiare l’assetto di vertice.

Tim, il momento della verità. "Sul tavolo del Cda un'offerta del fondo Kkr"

Nella serata di sabato 21 novembre, i consiglieri di amministrazione di Tim sono stati raggiunti da una convocazione per il giorno seguente, domenica 21 novembre, appunto elle 15. Oggetto del tavolo del Cda l'offerta del fondo statunitense Kkr. Secondo l'agenzia d'informazione Agi, Kkr avrebbe in programma di lanciare una Opa totalitaria sulla società.

L'offerta degli americani deve fare i conti con diverse incognite. La prima è rappresentata dal Governo targato Mario Draghi, il quale potrebbe esercitare la golden power a tutela di un asset strategico per l'Italia come la rete di cavi della Tim. Tuttavia, a quanto trapela, la Kkr, prima di depositare una formale manifestazione d'interesse, avrebbe ricevuto delle rassicurazioni da Palazzo Chigi. Il governo dovrebbe mantenere dunque la neutralità nei confronti dell'operazione in quanto Tim è una società a controllo privato. Solo più avanti - se o quando la proprietà passerà a Kkr - il governo potrebbe stabilire delle condizioni, in particolare legate alla rete di cavi. Intanto gli americani si cautelano dando una disponibilità a trattare l'acquisto per quattro settimane.

Un'altra incognita è rappresentata dai francesi di Vivendi, che controllano il 23,5% del capitale. Vivendi per il momento ha rilasciato dichiarazioni distensive, ma filtra l'ipotesi che potrebbe mettersi di traverso. Un portavoce ha spiegato: "Vivendi collaborerà con le autorità e le istituzioni italiane per il successo a lungo termine di Tim. Vivendi è investitore di lungo termine in Tim e lo è stato fin dall'inizio". "Vivendi nega fermamente di aver avuto discussioni con qualsiasi fondo, e più specificamente, con Cvc" per una eventuale offerta pubblica di acquisto su Tim, in risposta alla proposta di Kkr.

Audizione alla Camera

L'operazione agita gli animi nel Governo. Dal Parlamento ha fatto subito sentire la sua voce Stefano Fassina di Leu: "Urgente che il governo riferisca in Parlamento sul futuro di Tim, Fibercop, Tim Sparkle". Per il deputato "è in gioco un tassello decisivo per l'interesse nazionale, per la transizione digitale, per la sicurezza della nazione, non soltanto una grande impresa e 40.000 lavoratrici e lavoratori".

E ancora: "In Tim, lo Stato, tramite Csp, è il secondo più grande azionista con il 10% del capitale. Sempre attraverso Cdp, lo Stato ha il 60% di Open Fiber. Qual è la strategia del Governo Draghi per le tlc e gli asset del digitale? Fa finta di lasciar fare al mercato e si schiera di fatto a fianco del più forte, lascia il nucleo più importante delle tlc in mano straniere, oppure esercita il Golden power?".

"Il Parlamento non può rimanere a guardare la partita tra Vivendi, Kkr, gli altri fondi di investimento e qualche azionista italiano a rimorchio". Risulta "surreale che, per la competitività italiana, attacchiamo le concessioni per le spiagge e ignoriamo le scorribande su Tim", ha concluso Fassina.

Tim in borsa

Stando ai valori attuali in Borsa di Tim (ultimo prezzo € 0,3465 il 19/11), una eventuale OPA potrebbe collocarsi tra i 40 e i 45 centesimi, ipotizzando un intervallo tra la media degli ultimi 6 mesi e il 30% di rilancio rispetto ai valori di chiusura di venerdì.

Tutto ciò andrebbe a comportare una minusvalenza ulteriore per la partecipazione di Vivendi in TIM (23,94% del capitale) pari al 50% del valore di carico, attualmente di € 0,86 euro per azione dopo la svalutazione già effettuata rispetto al valore di acquisto di € 1,1 per azione.

Da ricordare, infine, come negli ultimi anni i numeri in borsa di Tim abbiano registrato un calo pressoché continuo: da 20 miliardi di euro nel 2017 a 16 miliardi di euro nel 2020, con un margine operativo lordo passato da 7,8 miliardi di euro a 6,7 e con l'ebit sceso da 3,3 miliardi di euro a 2,1.

Il fondo americano Kkr, cos'è

Il Kkr è un fondo globale di investimenti e non fondo speculativo, con l'obbiettivo di investire in società che possono generare ritorni supportandole nel loro settore di azione. Il fondo risale al 1976 come Kohlberg Kravis Roberts & Co, e dal 2010 è quotato alla Borsa di New York. Il Kkr ha uffici in 21 città in quattro continenti (America, Europa, Asia e Medio Oriente), con oltre 1.700 dipendenti e consulenti, compresi circa 550 professionisti di investimenti.

Ma Kkr, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, non è l'unico fondo in azione: si sono ossi anche Cvc e Advent. Tali fondi erano già alleati nell’offerta sulla Serie A di calcio ed è quindi probabile che siano partner anche su questa possibile operazione: con il supporto finanziario della banca d’affari Nomura.

 

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