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Pensioni: addio Quota 100, torna la Fornero. Manovra, guerra fra Draghi e sindacati

Trattativa infuocata tra il premier e le sigle sindacali. SuperMario sbotta e lascia la stanza: "Indietro non si torna". Ira di Landini, si va in piazza

27 Ottobre 2021

Roma, sindacati in piazza. Landini: "Difendiamo la democrazia"

Fonte: lapresse.it

La trattativa finisce male, malissimo. Mario Draghi e i sindacati vanno allo scontro sulle pensioni. "Non si torna indietro" ha detto il premier prima di lasciare la stanza del negoziato. Ora le sigle sindacali si preparano per scendere in piazza, con l'addio a Quota 100 e il ritorno all'odiatissima legge Fornero. Oggi il governo tornerà ad incontrare i sindacati europei e mondiali, a margine dei lavori L20, ma sarà un incontro puramente formale, non negoziale. Sì, perché Draghi ha detto chiaro e tondo sulle pensioni che "dal contributivo non si torna indietro". 

Pensioni e manovra, Draghi irritato dalla linea dei sindacati

I presenti alla riunione affermano che Draghi è parso "irritato" dalla linea ferma dei sindacati. Il Presidente del Consiglio ha lasciato la riunione anzitempo per degli impegni. Il ministro per la Pubblica amministrazione Brunetta ha reso noto che i contratti pubblici si chiuderanno entro l'anno. Sulle pensioni, nessun cenno alle ipotesi Quota 102 e Quota 104, ma la cosa certa è che verrà posto fine alla sperimentazione di Quota 100 con il ritorno alla legge Fornero. I sindacati hanno confermato che il governo pensa di prorogare Opzione donna e di estendere l'Ape sociale ad altre categorie di lavori gravosi, stanziando 600 milioni, ma per le sigle sindacali non è abbastanza.

Pensioni e manovra, la rabbia di Landini e Bombardieri

Ma il pomo della discordia è anche un altro. Maurizio Landini della Cgil lo sottolinea: "Il governo pensa a una crescita che farà tornare il pil ai livelli pre pandemia dalla fine del primo semestre 2022. Questa crescita non può creare lavoro precario. Il sistema contributivo per le pensioni si regge solo se si pone fine alla precarietà del lavoro". E prosegue: "Abbiamo chiesto delle risposte al governo e ad oggi non ce le ha date: ci ha ribadito che il perimetro della manovra è quello presentato, con 600 milioni di spesa per la riforma delle pensioni, ma con tale cifra non fai una riforma degna di questo nome. Noi abbiamo reso esplicito il nostro giudizio: il governo deve investire sul mondo lavoro e non contro. Se giovedì la decisione del governo confermerà questa impostazione - ha concluso - è chiaro che nei giorni successivi dovremo valutare quali iniziative mettere in campo per portare a casa risultati per i giovani e il Paese".

Secondo Landini "il problema non è mandare in pensione qualcuno che dovrebbe andarci ma di introdurre una pensione di garanzia per i giovani" e di andare incontro alle donne "che stanno pagando un prezzo pesantissimo". Bisogna poi - ha aggiunto - estendere i lavori gravosi e fare una discussione vera". Landini ha poi posto l'accento sul problema del fisco: "va bene dire che 8 miliardi vanno a ridurre la tassazione nel Paese ma non si può oggi tagliare l'Irap, è il momento che le tasse vadano a favore di salari e pensioni per far ripartire l'economia del paese".

Non soddisfatto neppure Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil. "L'incontro non è andato bene. Ci sono alcune risposte parziali e positive sulla riforma degli ammortizzatori sociali: ci sono 3 miliardi e secondo noi quelle risorse sono insufficienti". Per quanto riguarda la riforma fiscale "c'è un'indicazione della cifra di 8 miliardi ma non c'è una scelta del governo su dove andranno le risorse. Il governo ci è stato detto che lascerà al Parlamento dove impegnare le risorse. Per quello che ci riguarda, sosteniamo che è il tempo di dare i soldi ai lavoratori e ai pensionati attraverso il cuneo fiscale e l'Irpef. Tanti soldi sono stati dati alle aziende senza causalità. Su questo il governo non sceglie e si deciderà in Parlamento". E continua: "Non c'è una scelta sulla riforma delle pensioni, né 102 né 104, c'è soltanto una scelta di 600 milioni che saranno utilizzati per prorogare Opzione donna e Ape sociale. Non ci sono risposte per chi ha versato 41 anni di contributi, nessuna risposta su quella che è una necessaria riforma complessiva delle pensioni". 
 
 

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