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Generali: confermata redditività, con premi a +5,5%, risultato operativo a 3 mld e utile in aumento a 1.540 mln

Donnet: “I risultati confermano che siamo pienamente in linea per raggiungere gli obiettivi dell’attuale piano ‘Generali 2021’, anche in questo contesto molto sfidante”

03 Agosto 2021

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Generali

Il Consiglio di Amministrazione di Assicurazioni Generali, riunitosi sotto la presidenza di Gabriele Galateri di Genola, ha approvato la Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata 2021 del Gruppo Generali, esprimendo la sua soddisfazione per gli eccellenti risultati raggiunti in un contesto particolarmente sfidante.

Generali: confermata l’ottima redditività del Gruppo, con premi +5,5%, risultato operativo a 3 mld +10,4% e utile in forte aumento a 1.540 mln

Il Group CEO di Generali, Philippe Donnet, ha affermato: “Gli eccellenti risultati di oggi confermano che siamo pienamente in linea per raggiungere gli ambiziosi obiettivi dell’attuale piano ‘Generali 2021’, anche in questo contesto molto sfidante. La crescita significativa realizzata nei primi sei mesi dell'anno rafforza la posizione di Generali come leader europeo, grazie alla nostra eccellenza operativa, all'accelerazione della nostra innovazione digitale e alla qualità della nostra rete di distribuzione. Continueremo ad andare avanti focalizzandoci ancora di più sulla nostra ambizione di essere Partner di Vita, facendo leva sull'entusiasmo, la passione e l'energia dei nostri 72.000 colleghi e 165.000 agenti presenti in tutto il mondo, e aspettiamo l’Investor Day del prossimo 15 dicembre per presentare il nuovo piano”.

Il risultato operativo è in crescita a € 2.996 milioni (+10,4%), grazie allo sviluppo positivo dei segmenti Vita, Asset Management e Holding e altre attività. Si conferma eccellente il contributo del segmento Danni, nonostante l’impatto di alcuni sinistri catastrofali significativi in Europa continentale. Profittabilità tecnica dei segmenti Vita e Danni a ottimi livelli, con il New Business Margin a 4,67% (3,94% 1H20) e il Combined Ratio sostanzialmente stabile a 89,7% (+0,2 p.p.). Il risultato operativo del segmento Asset Management aumenta a € 306 milioni (+39,6%), spinto principalmente dalla crescita dei ricavi operativi, anche grazie all’aumento complessivo delle masse in gestione.

Il risultato non operativo si attesta a € -496 milioni (€ -941 milioni 1H20). Il significativo miglioramento riflette principalmente le minori svalutazioni su investimenti classificati come disponibili per la vendita - particolarmente significative in 1H20 per gli effetti della pandemia sui mercati - e l’aumento dei profitti di realizzo, principalmente derivanti dal comparto azionario e per € 67 milioni dall’operazione immobiliare sulla Torre Libeskind a Milano CityLife. Sul primo semestre 2020 avevano inoltre pesato la svalutazione dell’avviamento relativo al business Vita della compagnia in Svizzera per € 93 milioni, l’onere one-off di € 100 milioni4 per il Fondo Straordinario Internazionale per il Covid-19 e ulteriori iniziative locali per € 54 milioni per fronteggiare la pandemia. In ulteriore miglioramento l’incidenza della spesa per interessi sul debito finanziario, a seguito della strategia di ottimizzazione del debito.

L'utile netto risulta in forte crescita a € 1.540 milioni (€ 774 milioni 1H20), trainato dal risultato operativo e dalla performance non operativa sopra commentata. I premi lordi ammontano a € 38.093 milioni (+5,5%) grazie agli andamenti positivi in entrambi i segmenti di attività.

Ottima la raccolta netta Vita, che si attesta a € 6,3 miliardi (-8,6%) 5 : il calo è ascrivibile alle linee risparmio, coerentemente con la strategia di riorientamento del portafoglio di Gruppo. Crescono sia la componente puro rischio e malattia (+10,3%), sia quella unit-linked (+0,9%). Le riserve tecniche Vita sono pari a € 393,4 miliardi (+2,3%; +3,4% escludendo l’effetto del deconsolidamento di un fondo pensione nei paesi dell’Europa centro-orientale). Gli Asset Under Management complessivi del Gruppo sono pari a € 672,4 miliardi (+2,7% rispetto al 31 dicembre 2020).

Il patrimonio netto di Gruppo si attesta a € 28.412 milioni (-5,4% rispetto al 31 dicembre 2020). La variazione è ascrivibile alla diminuzione della riserva per utili attribuibili alle attività finanziarie disponibili per la vendita per € 1.014 milioni, derivante principalmente dall’andamento dei titoli governativi, dalla deduzione dell’intero dividendo approvato per complessivi € 2.315 milioni, di cui € 1.591 milioni relativi al dividendo 2020 erogato il 26 maggio 20217 .

Il Gruppo conferma l’eccellente posizione di capitale con il Solvency Ratio a 231% (224% FY2020). L’incremento di 7 p.p. è principalmente ascrivibile all’eccellente generazione normalizzata di capitale al netto del dividendo di competenza del semestre, calcolato come pro rata del dividendo dell’anno precedente, e alle varianze di mercato. Tali andamenti positivi più che compensano gli impatti dei cambi regolamentari di inizio anno, delle varianze operative (in particolare, re-risking) e delle operazioni di M&A.

Il Consiglio ha inoltre deciso l’avvio di attività preparatorie della procedura per la definizione dell’eventuale lista di candidati da parte del Consiglio stesso in vista del rinnovo dell’organo amministrativo in scadenza nel 2022, procedura che sarà sottoposta all’esame del Consiglio nella riunione fissata il 27 settembre p.v..

 

SEGMENTO VITA

I premi del segmento Vita sono in aumento a € 25.791 milioni (+5,8%), grazie in particolare allo sviluppo positivo dei prodotti unit-linked (+8,1%), osservato soprattutto in Francia e, in misura inferiore, in Germania. Migliorano anche le linee puro rischio e malattia (+4%), principalmente in Asia e Italia, e la linea risparmio (+2%) soprattutto in Francia. Escludendo l’effetto del fondo pensione collettivo in Italia, i premi Vita complessivi aumenterebbero del 12,7% e quelli unit-linked del 38,4%.

La raccolta netta si attesta a € 6.306 milioni (-8,6%): il calo è ascrivibile alle linee risparmio, coerentemente alla strategia di riorientamento del portafoglio di Gruppo. Escludendo il citato fondo pensione in Italia, la raccolta netta Vita aumenterebbe del 16,6%. Le riserve tecniche Vita sono in crescita a € 393,4 miliardi (+2,3%). Normalizzando l’effetto del deconsolidamento di un fondo pensione nei paesi dell’Europa centro-orientale, la crescita delle riserve tecniche Vita si attesterebbe al 3,4%.

La nuova produzione (espressa in termini di valore attuale dei premi futuri - PVNBP) aumenta a € 24.516 milioni (+8,9%; +23% escludendo il citato fondo pensione in Italia). Nonostante le ipotesi finanziarie meno favorevoli, il New Business Margin, tra i migliori del settore, aumenta a 4,67% (+0,73 p.p.), grazie al ribilanciamento del mix produttivo verso le linee di business più profittevoli e al continuo miglioramento delle caratteristiche dei nuovi prodotti, soprattutto in Italia e Francia. Escludendo il citato fondo pensione in Italia, la crescita della redditività sarebbe di 0,46 p.p.. Gli andamenti positivi della produzione e della redditività migliorano il valore della nuova produzione (NBV) che si attesta a € 1.145 milioni (+29,3%; +36,4% escludendo il citato fondo pensione in Italia).

Il risultato operativo è in crescita a € 1.442 milioni (€ 1.369 milioni 1H20). Il margine finanziario migliora rispetto al primo semestre del 2020, che aveva risentito dell’andamento negativo dei mercati finanziari e dell’accelerazione degli accantonamenti relativi alle garanzie verso gli assicurati in Svizzera. In crescita nel semestre il margine tecnico (+7,5%), grazie allo sviluppo dei prodotti unit-linked e protection. Le spese di gestione sono aumentate nella componente acquisitiva (+12%). Al netto delle spese di gestione assicurativa, il margine tecnico torna a crescere nel secondo trimestre, dopo la flessione registrata nel primo.

Si stima che il margine tecnico abbia risentito di € -62 milioni derivanti dagli effetti della pandemia da Covid-19, in particolare per maggiori sinistri nelle linee puro rischio e malattia, soprattutto in ACEER, Francia, Italia, Americas e Sud Europa.

SEGMENTO DANNI

I premi del segmento Danni crescono a € 12.301 milioni (+4,9% a termini omogenei). L’incremento è determinato dallo sviluppo sia del comparto auto (+4,7%) sia di quello non auto (+4,9%). Torna a crescere la raccolta di Europ Assistance (+5,2%), che nel primo semestre 2020 aveva risentito degli impatti della pandemia, soprattutto nella linea viaggi. L’aumento della linea auto è registrato in quasi tutti i paesi di operatività del Gruppo, in particolare in ACEER (+6,1%), Italia (+5,5%) e Argentina (+47,1%, anche a seguito degli adeguamenti inflazionistici). La linea non auto cresce del 4,9% con andamenti positivi nei principali paesi di operatività del Gruppo.

Il risultato operativo ha confermato il suo ottimo contributo attestandosi a € 1.256 milioni (-3,6%). Il leggero decremento è dovuto principalmente alla contrazione del risultato finanziario (-5,6%), che riflette minori redditi correnti alla luce dell’attuale condizione dei tassi di interesse del mercato e della svalutazione del Peso argentino; in lieve calo anche il risultato tecnico (-1,5%).

Il Combined Ratio è sostanzialmente stabile a 89,7% (+0,2 p.p.), principalmente per il maggior impatto dei sinistri catastrofali che hanno inciso per 2,0 p.p. (1,1 p.p. 1H20). In particolare, si sono verificati € 218 milioni di sinistri catastrofali (€ 118 milioni 1H20), tra cui la tempesta in Spagna a gennaio e quelle che hanno colpito l’Europa centrale a giugno. In miglioramento la sinistralità corrente non catastrofale, dovuta essenzialmente al minor impatto dei grandi sinistri man-made. In lieve aumento il contributo delle generazioni precedenti che si attesta a -3,3%. L’expense ratio si attesta a 28,5% (+0,6 p.p.), in crescita soprattutto nella componente acquisitiva (+0,9 p.p.) che riflette principalmente l’evoluzione osservata nel comparto auto, a seguito della crescita della raccolta orientata su coperture a più alte commissioni, in particolare in Italia, e dell’aumento dei costi conseguente allo sviluppo e sostegno della produzione in ACEER. Si stima9 che il Combined Ratio di Gruppo rideterminato senza l’effetto Covid-19 sarebbe stato pari a 91,2%.

 

SEGMENTO ASSET MANAGEMENT

l risultato operativo del segmento Asset Management aumenta a € 306 milioni (+39,6%), sostenuto principalmente dall’aumento dei ricavi operativi, che raggiungono € 506 milioni (+20,3%), grazie anche all’aumento complessivo delle masse in gestione. Le commissioni di performance ammontano a € 19 milioni (+52,6%) e i costi operativi sono sostanzialmente stabili. Il contributo dei clienti esterni ha raggiunto il 31% del totale dei ricavi, in leggero calo rispetto a 1H20. Il risultato netto del segmento Asset Management si attesta a € 226 milioni (+38%).

Gli Asset Under Management di parti terze sono pari a € 113,4 miliardi (€ 104,0 miliardi al 31 dicembre 2020), di cui € 7,8 miliardi derivanti dagli accordi del 2020 stipulati con Cattolica Assicurazioni, grazie al contributo derivante dalla raccolta netta positiva per € 8,6 miliardi e al buon andamento dei mercati finanziari. Il valore complessivo degli Asset Under Management gestiti dal segmento al 30 giugno 2021 è pari a € 563,4 miliardi.

 

SEGMENTO HOLDING E ALTRE ATTIVITÀ

l risultato operativo del segmento Holding e altre attività si attesta a € 251 milioni (€ 38 milioni 1H20). In particolare, il risultato di Banca Generali aumenta a € 214 milioni (+20,9%), anche grazie all’andamento delle commissioni di performance, che è stato parzialmente compensato dall’accantonamento prudenziale di € 80 milioni10 nel secondo trimestre a protezione della clientela. Positivo anche il contributo delle Altre attività, grazie all’eccellente risultato del private equity. I costi operativi di Holding ammontano a € -245 milioni (€ -256 milioni 1H20), riflettendo la flessione dei costi, concentrata nel secondo trimestre dell’anno.

 

SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA DEL GRUPPO

Il Solvency Ratio rimane estremamente solido attestandosi a 231% (224% FY2020). L’incremento di 7 p.p. è principalmente ascrivibile all’eccellente generazione normalizzata di capitale (+11 p.p.), supportata sia dal valore della nuova produzione nel segmento Vita sia dalla reddittività dell’attività di sottoscrizione nel segmento Danni, e alle varianze di mercato (+9 p.p.), favorite dal recupero dei tassi di interesse, dalla buona performance del comparto azionario e dalla chiusura dello spread sui titoli governativi (solo in parte attenuatasi nel corso del secondo trimestre). Questi effetti positivi hanno più che compensato gli impatti delle modifiche regolamentari avvenuti ad inizio d’anno (-4 p.p., per i cambi relativi all’ultimate forward rate e al reference portfolio di EIOPA), delle varianze operative (in particolare per il re-risking), delle operazioni di M&A (per l’acquisizione in Grecia) e dei movimenti di capitale (-4 p.p., relativi al dividendo di competenza del periodo calcolato come pro rata sul dividendo relativo ai risultati del 2020). Il contributo della generazione normalizzata di capitale è pari a € 2,1 miliardi (+6,1%).

 

NUOVA STRATEGIA SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO

A giugno 2021 Generali ha comunicato la nuova strategia a tutela del clima che aggiorna e sviluppa ulteriormente, con obiettivi più ambiziosi, quella approvata nel febbraio 2018. La strategia adotta azioni significative relative a investimenti e sottoscrizione, che rappresentano le attività core della Compagnia, impegnata per un futuro a basso impatto climatico. I nuovi obiettivi comprendono, in particolare:

• nuovi investimenti verdi e sostenibili per un valore compreso tra € 8,5 e € 9,5 miliardi nel periodo 2021- 2025;

• definizione di una roadmap per la completa uscita dal settore del carbone termico relativa alle attività di investimento e di sottoscrizione, con riferimento ai paesi OCSE e al resto del mondo;

• progressiva decarbonizzazione del portafoglio investimenti diretti con l’obiettivo di renderlo neutrale per il clima entro il 2050.

 

OUTLOOK

Nonostante permanga l’incertezza per lo sviluppo di ulteriori varianti del Covid-19 nel prosieguo dell’anno, l’attuale scenario, grazie alla diffusione dei vaccini, prevede comunque una ripresa dell’economia globale nel 2021, sostenuta dalle politiche espansive, sia monetarie sia fiscali, con effetti positivi sul settore assicurativo nel suo complesso.

In tale contesto, il Gruppo conferma e prosegue con la strategia di ribilanciamento del portafoglio Vita a rafforzamento ulteriore della profittabilità e con una logica di più efficiente allocazione di capitale. Nel Danni, l’obiettivo di Generali nei mercati assicurativi maturi in cui il Gruppo opera è mantenere il trend positivo di raccolta premi accompagnato da un’eccellente profittabilità, nonostante gli impatti dei sinistri catastrofali verificatisi nel mese di luglio nell’Europa continentale e, al contempo, di rafforzarsi in mercati ad alto potenziale, ampliando la propria presenza e offerta. Nel corso del 2021, con riferimento al segmento Asset Management, proseguiranno le azioni volte a sviluppare l’espansione nei private e real asset, dove Generali può far leva sulle proprie capacità e sul proprio impegno nel supportare la ripresa economica, a cui si accompagneranno l’incremento del catalogo prodotti high conviction e multi-asset per clienti e partner, e della capacità distributiva.

Facendo leva su tutte queste iniziative e alla luce dei risultati raggiunti nel primo semestre del 2021, il Gruppo conferma l’obiettivo di una crescita annua composta 2018-2021 degli utili per azione tra il 6% e l’8%. Si prevede inoltre un RoE atteso del 2021 maggiore dell’11,5%, e un obiettivo di dividendi cumulati 2019-2021 tra € 4,5 e € 5 miliardi, subordinatamente al contesto regolatorio.

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