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Welfare. UGL: “Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021-2023 rappresenta primo passo per sostegno ai cittadini”

28 Luglio 2021

Welfare. UGL: “Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021-2023 rappresenta primo passo per sostegno ai cittadini”

"Un testo che ha una portata rilevante, ma che rappresenta un punto di partenza, viste le tante criticità che investono il territorio e a fronte di una accresciuta domanda di servizi sociali, anche per effetto della pandemia da Covid-19 che ha amplificato il disagio socioeconomico di centinaia di migliaia di cittadini, ai quali è necessario dare risposte in termini di assistenza, ma anche e soprattutto di inclusione sociale, ad iniziare dalla sfera lavorativa. In un tale contesto, è fondamentale assicurare la presenza del sindacato nell'ambito dei progetti connessi al Piano nazionale di ripresa e resilienza". Così per la UGL il Segretario Confederale Ornella Petillo e il Dirigente Confederale Fiovo Bitti, in occasione della consultazione della Rete protezione e inclusione sociale con il ministro Andrea Orlando, durante il quale è stato presentato il Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021-2023.

Secondo l’UGL: "L’approccio organico agli interventi sociali, attraverso una cornice unitaria e il tentativo di accelerare il processo di strutturalizzazione dei servizi stessi, la definizione e l’attivazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali, i cosiddetti Leps, e l’individuazione di fondi certi sono sicuramente elementi qualificanti di questo Piano. Occorre, però, guardare alla realtà e alle enormi differenziazioni territoriali, con i residenti nelle regioni meridionali mediamente più penalizzati rispetto a quelli che abitano nel centro nord”.

Per i sindacalisti: “Da subito, andrebbe favorito un percorso per arrivare all’obiettivo di un assistente sociale ogni cinquemila residenti, così da favorire la presa in carico della persona in difficoltà, compresi i minori; è altresì importante rafforzare il collegamento fra regioni ed enti locali sulla governance dei servizi, in un'ottica di proficua collaborazione istituzionale; rivedere la normativa sugli appalti, tenendo conto della specificità dei servizi erogati e fermo restando i principi di trasparenza e legalità".

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