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Pensioni 2021, oggi incontro Orlando-sindacati: le proposte sul tavolo

Per il ministro del Lavoro bisogna trovare nuove soluzioni alternative a Quota 100 e gradone 67 anni

27 Luglio 2021

Pensioni 2021, oggi incontro Orlando-sindacati: le proposte sul tavolo

Andrea Orlando (fonte Lapresse)

Sulle novità per le pensioni 2021, oggi si è tenuto un incontro tra ministro del Lavoro Andrea Orlando e rappresentanti dei sindacati. Tra le proposte sul tavolo, la necessità di trovare un'alternativa alla Quota 100 - prossima alla scadenza - e altre modalità di contribuzione a fini pensionistici. Che il dialogo sia urgente lo hanno fatto capire subito i sindacati, che chiedono una revisione delle iniziative del Consiglio dei ministri, anche in tema di contributi per i giovani che entrano oggi nel mondo del lavoro.

Pensioni 2021, oggi incontro Orlando-sindacati: le proposte sul tavolo

L’incontro si è tenuto a Roma, e hanno partecipato il ministro del Lavoro Andrea Orlando, e le delegazioni dei sindacati confederali guidate dai tre segretari generali è durato tre ore. I sindacati chiedono al ministro Orlando nuovi meccanismi di uscita dal lavoro che superino la sperimentazione di Quota 100 e che evitino il ritorno al 'gradone' dei 67 anni nel 2022. 

Sono diverse le proposte di Cgil, Cisl e Uil. Una riguarda la possibilità di uscita flessibile a partire dai 62 anni senza ricalcolo contributivo oppure con 41 anni di contributi per tutti a prescindere dall’età. Insieme a queste alternative, si aggiungono l’allargamento ad altri lavori disagiati dell’Ape sociale e alla conferma di Opzione donna, mentre potrebbero poi finire le pensioni di garanzia per i giovani, nuove tutele per le fasce più fragili e nuovi sgravi a favore della previdenza integrativa.

Al termine dell’incontro il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha detto che "abbiamo spiegato qual è la nostra piattaforma ma abbiamo anche chiesto esplicitamente che il Governo ci dica se si può aprire o no una trattativa sulla nostra piattaforma. A settembre dunque è necessario entrare nel merito perché il tipo risposte che ci verranno date sono importanti e noi intendiamo su questo farne una vera e propria vertenza, avviare una mobilitazione". In merito alle risorse, Landini ha poi aggiunto che bisogna tornare a "separare assistenza e previdenza perché se separiamo queste due spese la spesa previdenziale nel nostro Paese non è superiore alla media europea".

Ha poi aggiunto: "Le persone hanno pagato un prezzo pesante e c'è bisogno di dare un futuro pensionistico ai giovani con la pensione di garanzie, c'è bisogno di riconoscere le differenze di genere perché le donne hanno pagato un prezzo molto pesante e c'é bisogno di riconoscere la diversità dei lavori che esistono perché i lavori non sono tutti uguali". Infine: "C'é bisogno di una riforma che non si risolve in Quota 100 e credo che questo sia un tema da affrontare. Noi stiamo dicendo, ha aggiunto, d'altra parte che c'è bisogno di una vera riforma fiscale che combatta l'evasione fiscale perché una serie di strumenti come la pensione di garanzia per i giovani, hanno bisogno di sostegno e le risorse si trovano andando a combattere l'evasione fiscale e facendo pagare le tasse a chi non le paga".

Incontro Orlando-sindacati: uscita flessibile dai 62 anni e aiuti ai giovani

Il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri ha commentato a sua volta dopo la conclusione del tavolo di confronto sulla previdenza al ministero del Lavoro Orlando. "Abbiamo illustrato al ministro la piattaforma che Cgil, Cisl, Uil hanno presentato parecchio tempo fa. Flessibilità in uscita a partire da 62 anni, riconoscimento di 41 anni di contributi come elemento valido per andare in pensione, attenzione particolare nella costruzione del sistema previdenziale del futuro per i giovani e le donne". E aggiunge: "Ci aspettiamo una discussione collegiale all'interno del Governo: sappiamo bene che non è il ministro Orlando a decidere, ci aspettiamo che il Governo e i partiti di coalizione diano risposte chiare. Il ministro si è riservato di valutare anche alla luce di una decisione collegiale all'interno del governo. Ci aspettiamo una risposta che dia certezza ai lavoratori e alle lavoratrici che devono andare in pensione. La discussione riaprirà appena possibile anche ad agosto", ma "non so se la politica abbia gli stessi tempi".

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